Desii iam de te esse sollicitus. "Quem - inquis - deorum sponsorem accepisti?" Eum scilicet qui neminem fallit, animum recti ac boni amatorem. In tuto pars tui melior est. Potest fortuna tibi iniuriam facere: quod ad rem magis pertinet, non timeo ne tu facias tibi. I qua ire coepisti et in isto te vitae habitu compone placide, non molliter. Faciet autem cor firmum adsidua meditatio, si non verba exercueris sed animum, si contra mortem te praeparaveris, adversus quam non exhortabitur nec attollet qui cavillationibus tibi persuadere temptaverit mortem malum non esse. Libet enim, Lucili, virorum optime, ridere ineptias Graecas, quas nondum, quamvis mirer, excussi.

Ho smesso ormai di essere preoccupato per te. Affermi: "Che garante degli dèi hai ricevuto?" È chiaro colui che non inganna nessuno, l'animo amante del bene e del giusto. la parte migliore di te (la tua parte migliore) è in sicurezza (al sicuro). La fortuna può oltraggiarti: cosa che è importante, non ho paura che tu offenda te stesso. Va dove hai iniziato ad andare, integra placidamente te stesso in questo modo di vivere, non leggermente. La meditazione assidua renderà poi il cuore saldo, se non avrai messo in moto le parole ma l'animo, se avrai preparato te stesso contro la morte, contro la quale colui che avrà tentato di convincerti con facezie che la morte non è (costituisce) un male né esorterà né solleverà. Mi piacerebbe infatti,  Lucilio, il migliore degli uomini, deridere le stoltezze greche, che non ancora, per quanto dovrei meravigliarmi, ho provocato. (ho mandato via, ho escluso).
(By Maria D. )

Versione tratta da Seneca