Ego ad vos litteras mitto minus saepe quam possum, propterea quod omnia mihi tempora sunt misera et cum aut scribo ad vos aut vestras epistulas lego, vix lacrimis tempero sic ut ferre dolorem non possim. Utinam minus vitae cupidi fuissemus! Certe nihil aut non multum mali in vita vidissemus. Nos Brundisii apud M. Laenium Flaccum dies tredecim fuimus, virum optimum, qui periculum fortunarum et capitis sui prae mea salute neglexit; huic utinam aliquando gratiam referre possimus! Brundisio profecti eramus et per Macedoniam Cyzicum petebamus. O me perditum! O afflictum! Rogem te, ut venias, mulierem aegram et corpore et animo confectam? Non rogem? Sine te igitur sim? Opinor, sic agam: si est spes nostri reditus, eam confirmes et rem adiūves; sin, ut ego metuo, spes non est, quoquo modo potes fac ad me venias. Unum hoc memento: si te habebo, non mihi videbor plane perisse. Cura, sive vis sive non vis, ut valeas et existimes me vehementius tua miseria quam mea commoveri. Mea Terentia, fidissima atque optima uxor, et mea carissima filiola et spes reliqua nostra, Cicero, valete.

Io spedisco a voi lettere meno spesso di quanto posso, perché tutti i momenti mi sono miseri (sto attraversando ogni istante misero) e quando o vi scrivo o leggo le vostre lettere, mitigo a stento con le lacrime così da non poter sopportare il dolore. Volesse il cielo che fossi stato meno desideroso della vita! Certamente nella vita non ho visto niente o non molto di male. Io sono stato a Brindisi presso M. Lenio Flacco tredici giorni, uomo ottimo, che per la mia salvezza ha trascurato il rischio delle fortune e della sua morte; volesse il cielo che una buona volta potessi rendergli grazia! Ero partito da Brindisi e mi dirigevo per la Macedonia a Cizico. O me perduto! O afflitto! Dovrei chiederti, di giungere, (dovrei chiedere di giungere) alla moglie malata e sfinita nel corpo e nell'animo? Non dovrei chiederlo? Dovrei dunque stare senza di te? Credo, che farò così: se ci fosse una speranza di un mio ritorno, tu la rafforzeresti e intensificheresti la cosa; se, come io temo, non c'è speranza, in qualunque modo puoi fa in modo di giungere presso di me. Ricorderai solo questo: se ti avrò, non mi sembrerà di perire totalmente. Abbi cura, sia se vuoi sia se non vuoi, di stare bene e di pensare che io sono turbato (smosso) più fortemente dalla tua miseria che dalla mia. Mia Terenzia, fedelissima e ottima moglie, e la mia carissima figlioletta e la mia ultima speranza, Cicerone, state bene.
(by Maria D.)

Versione tratta da Cicerone