Postquam a rege Agammenone iniuriam acceperat, Achilles animo irae pieno ad mare contendit. In litore apud naves consedit et ibi amaras lacrimas effudit. Mox filii questus a matre Thetide in mari alto auditi sunt. Tum super aquas nympha emersit et ex filio quaesivit «Cur fili mi, tam copiose fles?». Achilles matri suae irae causam narravit et eius auxilium petivit. Haec verba addidit: «Cum Agammennon victus erit, tum sui erroris gravitatem intelleget. Sed hoc accidet, si  Iuppiter, deorum rex, Troianos adiuvabit» Mater filii dolorem deploravit et eius cupiditatem explevit.

Dopo che aveva appreso dal re Agamennone il torto, Achille con l'animo pieno di ira si avviò al mare. Si mise a sedere sulla spiaggia nei pressi delle navi e qui versò lacrime amare. Subito i pianti del figlio furono uditi dalla madre Teti in alto mare. Allora la ninfa emerse sopra le acque e chiese al figlio: "Perchè figlio mio piangi tanto abbondantemente?" Achille raccontò a sua madre la causa dell'ira e chiese il suo aiuto. Aggiunse queste parole: "Quando Agamennone sarà vinto, allora capirà la gravità dei suoi errori. Ma questo  capiterà, se Giove, re degli dei, aiuterà i troiani". La madre compianse il dolore del figlio e soddisfò il suo desiderio.