θαυμάζω δὲ Λακεδαιμονίους πάντων μάλιστα, τίνι ποτὲ γνώμῃ χρώμενοι καομένην τὴν Ἑλλάδα περιορῶσιν, ἡγεμόνες ὄντες τῶν Ἑλλήνων οὐκ ἀδίκως, καὶ διὰ τὴν ἔμφυτον ἀρετὴν καὶ διὰ τὴν ‹τῶν› πρὸς τὸν πόλεμον ἐπιστήμην, μόνοι δὲ οἰκοῦντες ἀπόρθητοι καὶ ἀτείχιστοι καὶ ἀστασίαστοι καὶ ἀήττητοι καὶ τρόποις ἀεὶ τοῖς αὐτοῖς χρώμενοι· ὧν ἕνεκα ἐλπὶς ἀθάνατον τὴν ἐλευθερίαν αὐτοὺς κεκτῆσθαι, καὶ ἐν τοῖς παρεληλυθόσι κινδύνοις σωτῆρας γενομένους τῆς Ἑλλάδος περὶ τῶν μελλόντων προορᾶσθαι. οὐ τοίνυν ὁ ἐπιὼν καιρὸς τοῦ παρόντος βελτίων· οὐ γὰρ ἀλλοτρίας δεῖ τὰς τῶν ἀπολωλότων συμφορὰς νομίζειν ἀλλ' οἰκείας, οὐδ' ἀναμεῖναι, ἕως ἂν ἐπ' αὐτοὺς ἡμᾶς αἱ δυνάμεις ἀμφοτέρων ἔλθωσιν, ἀλλ' ἕως ἔτι ἔξεστι, τὴν τούτων ὕβριν κωλῦσαι. τίς γὰρ οὐκ ἂν ‹ἀγανακτήσει›εν ὁρῶν ἐν τῷ πρὸς ἀλλήλους πολέμῳ μεγάλους αὐτοὺς γεγενημένους; ὧν οὐ μόνον αἰσχρῶν ὄντων ἀλλὰ καὶ δεινῶν, τοῖς μὲν μεγάλα ἡμαρτηκόσιν ἐξουσία γεγένηται τῶν πεπραγμένων, τοῖς δὲ Ἕλλησιν οὐδεμία αὐτῶν τιμωρία.
Mi meraviglio poi degli Spartani soprattutto, con quale intenzione mai, vedendo la Grecia bruciare, la trascurano, pur essendo capi dei Greci non ingiustamente, sia per l'innata virtù sia per la conoscenza relative alla guerra, e pur abitando i soli in modo inespugnato e senza mura e senza fazioni e invitti, e usando sempre gli stessi costumi; a causa di ciò c'è speranza che essi posseggano la libertà immortale, e che, essendo stati salvatori della Grecia nei pericoli passati, facciano previsioni riguardo ai futuri. Dunque il tempo che sta per giungere non è migliore del presente; infatti non bisogna considerare le disgrazie di coloro che sono periti come estranee, ma come proprie, né aspettare che le forze di entrambe le parti giungano contro noi stessi, ma, finché è ancora possibile, impedire la loro prepotenza. Chi infatti non si indignerebbe vedendo che essi sono diventati grandi nella guerra reciproca? Poiché queste cose non sono solo vergognose ma anche terribili, a coloro che hanno commesso grandi errori è stata data libertà riguardo alle azioni compiute, mentre ai Greci nessuna vendetta per queste.
Ulteriore proposta di traduzione
Mi meraviglio soprattutto degli Spartani tra tutti, quando utilizzando un'opionione comune hanno permesso che la Grecia bruciasse e dato che erano i capi dei greci non ingiustamente sia per il naturale valore sia per la loro abilità nella guerra e dominavano loro soli, non devastati, non fortificati e tranquilli e invincibili, si servivano sempre degli stessi metodi.
C'era la speranza per loro di acquistare la libertà eterna e di provvedere per il futuro, dato che erano stati la salvezza della Grecia nei pericoli passati. Dunque la situazione che sopraggiungeva non era migliore di quella passata: infatti non bisogna giudicare le sciagure di coloro che sono morti come estranee, ma come proprie, né aspettare finchè non siano venute le truppe di entrambi, ma finchè ancora sia possibile opporsi alla loro violenza.
Infatti chi non si adirerebbe vedendo che nella guerra reciproca( gli uni contro gli altri)essi sono diventati grandi? Poichè queste cose non sono solo turpi ma anche spaventose, coloro che hanno commesso grandi errori hanno avuto l'arbitrio sulle azioni compiute, mentre i Greci non hanno avuto nessuna punizione( o vendetta).