ALCIBIADE IL GIOVANE NON DOVEVA MILITARE TRA I CAVALIERI MA TRA GLI OPLITI
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Sapheneia
TRADUZIONE
Ma tanta è stata dunque la sua malvagità il suo diprezzo verso di voi, la paura dei nemici e l'ambizione di essere cavaliere, tanto poco si è curato delle leggi, che preoccupato affatto dei rischi che correva, ma ha fatto perdere la cittadinanza e incorrere in tutte le altre pene previste dalla legge10 piuttosto che servire come oplita al fianco dei suoi concittadini! Altri, che non erano mai stati opliti, ma che anzi in precedenza avevano fatto il servizio militare come cavalieri, infliggendo anche dure perdite al nemico, non hanno osato montare a cavallo per timore di voi e della legge; a tal punto il loro comportamento si conformava non all'idea che la città sarebbe perita, ma alla convinzione che si sarebbe salvata e che, tornata potente, avrebbe punito i colpevoli! Alcibiade invece lo ha fatto senza scrupoli, pur non essendo favorevole alla democrazia, senza aver mai militato corrxe cavaliere in precedenza — non ne è capace neppure Adesso! — e senza essersi sottoposto all'esame prescritta, comportandosi come se la città in futuro non potesse più punire i colpevoli. Bisogna riflettere sul fatto che, se a ciascuno sarà lecito fare ciò che vuole, non servirà a nulla che vi siano delle leggi, che si riunisca la vostra assemblea o che si eleggano degli strateghi. Mi meraviglio, giudici, di come si possa ritenere che, se un uomo schierato in prima fila, di fronte ai nemici che avanzano passa nella seconda debba essere condannato per viltà; mentre se uno che è stato inquadrato fra gli opliti compare improvvisamente fra i cavalieri, va perdonato! E soprattutto, i giudici, sono convinto che voi diate il vostro giudizio non soltanto in funzione di coloro che hanno commesso una colpa, ma anche allo scopo di rendere più disciplinati gli altri cittadini che hanno poco senso del dovere.