Dall'Epitafio Elogio dei restauratori della Democrazia
versione greco Lisia traduzione dal libro sapheneia

ἐκείνων δὲ τῶν ἀνδρῶν ἄξιον καὶ ἰδίᾳ καὶ δημοσίᾳ μεμνῆσθαι, οἳ φεύγοντες τὴν δουλείαν καὶ περὶ τοῦ δικαίου μαχόμενοι καὶ ὑπὲρ τῆς δημοκρατίας στασιάσαντες πάντας πολεμίους κεκτημένοι εἰς τὸν Πειραιᾶ κατῆλθον, οὐχ ὑπὸ νόμου ἀναγκασθέντες, ἀλλ᾽ ὑπὸ τῆς φύσεως πεισθέντες, καινοῖς κινδύνοις τὴν παλαιὰν ἀρετὴν τῶν προγόνων μιμησάμενοι, ταῖς αὑτῶν ψυχαῖς κοινὴν τὴν πόλιν καὶ τοῖς ἄλλοις κτησόμενοι, θάνατον μετ᾽ ἐλευθερίας αἱρούμενοι ἢ βίον μετὰ δουλείας, οὐχ ἧττον ταῖς συμφοραῖς αἰσχυνόμενοι ἢ τοῖς ἐχθροῖς ὀργιζόμενοι, μᾶλλον βουληθέντες ἐν τῇ αὑτῶν ἀποθνῄσκειν ἢ ζῆν τὴν ἀλλοτρίαν οἰκοῦντες, συμμάχους μὲν ὅρκους καὶ συνθήκας ἔχοντες, πολεμίους δὲ τοὺς πρότερον ὑπάρχοντας καὶ τοὺς πολίτας τοὺς ἑαυτῶν. ἀλλ᾽ ὅμως οὐ τὸ πλῆθος τῶν ἐναντίων φοβηθέντες, ἀλλ᾽ ἐν τοῖς σώμασι τοῖς ἑαυτῶν κινδυνεύσαντες, τρόπαιον μὲν τῶν πολεμίων ἔστησαν, μάρτυρας δὲ τῆς αὑτῶν ἀρετῆς ἐγγὺς ὄντας τοῦδε τοῦ μνήματος τοὺς Λακεδαιμονίων τάφους παρέχονται. καὶ γάρ τοι μεγάλην μὲν ἀντὶ μικρᾶς ἀπέδειξαν τὴν πόλιν, ὁμονοοῦσαν δὲ ἀντὶ στασιαζούσης ἀπέφηναν, τείχη δὲ ἀντὶ τῶν καθῃρημένων ἀνέστησαν

E' doveroso commemorare pubblicamente ed in privato anche quegli uomini che, per sfuggire alla schiavitù e combattendo per la giustizia scesero in lotta a difesa della democrazia e pur avendo tutti contro vennero al Pireo. Essi non costretti dalla legge, ma obbedendo ad un loro impulso naturale, rinnovarono l'antico valore degli avi con le loro nuove lotte per riconquistare in comune con gli altri la città a prezzo della loro vita, scegliendo piuttosto una morte da uomini liberi che una vita di servitù, provavano vergogna delle loro sventure non meno che ira verso i loro nemici e preferirono morire nella loro terra piuttosto che vivere abitando in terra straniera, avevano come alleati i giuramenti ed i patti e come nemici non solo quelli che lo erano già prima ma anche i loro stessi concittadini. E tuttavia senza spaventarsi di fronte al numero dei nemici e mettendo a repentaglio le proprie vite, innalzarono il trofeo di vittoria sui loro nemici e come testimoni del loro valore ci offrirono le tombe degli spartani che si trovavano accanto a questo sepolcro. Così resero di nuovo grande la città da piccola che era diventata, la mostrarono concorde invece che dilaniata dalle lotte politiche e innalzarono le mura al posto di quelle abbattute.