LA SERA DELLA SORPRESA
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Taxis
Μετ ον πολν δ Άρπαλος ηχεν έξ Άοίας είς τάς Α&ηνας αποδρας Αλέξανδρον αύτώ τε τα πράγματα αννει δως πονηρα δι ααωτίαν χάχεϊνον ηδη χαλεπδν όντα τοίς φίλοις δεδοιχως Καταφυγόντος δε προς τον δημον αυτοϋ χαϊ μετα τών χρημάτων χαϊ των νεών αυτόν παραδιδόντος οί μεν αλλοι δήτορες εν&ύς έποφ&αλμιάααντες προς τον πλοϋ τον έβοή&ονν χαϊ οννίπει&ου τους Ά&ηναίους δέχεο&αι χαϊ βώζειν τον ϊχέτην ό δε Λημοο&ένης πρώτον μεν άπελαν νειν αννεβούλενε τον Αρπαλον χαϊ φνλάττεο&αι μή τήν πάλιν έμβάλωαιν είς πόλεμον ξ ούχ άναγχαίας χαϊ άδίχου προφααεως ήμέραις δ όλίγαις ϋατερον έξεταζομένων τών χρημάτων Ιδών αυτόν ό Αρπαλος ήα&έντα βααιλιχή χνλιχι χαϊ χαταμαν&άνοντα τήν τορείαν χαϊ το είδος έχέλενε δια βαατάααντα τήν όλχήν τον χρναίον αχέψαα&αι &ανμάοαντος δε τον Λημοα&ένους το βάρος χαϊ πυ&ομένον πόαον αγει μειδιάαας ό Αριίαλος Αξει οοι φηαΐν είχοαι τάλαντα χαϊ γενομένης τάχιατα τηςννχτός ίπεμιριν αύτφ την χύλιχα μετά των εϊχοαι ταλάντων
TRADUZIONE n. 1
Dopo questi avvenimenti passarono quattro o cinque giorni. Prima però voglio raccontare gli avvenimenti dell' ultimo giorno. Avevo un caro amico di nome Sostrato. Lo incontrai mentre tornava dalla campagna, quando il sole era già tramontato. E allora io, sapendo che arrivato a quell' ora non avrebbe trovato nulla a casa da mangiare lo invitavo a cenare da me. E, giunti a casa da me saliti al piano superiore, cenavamo Quando ne aveva voglia, quello se ne andava, io invece me ne andavo a dormire. Allora, giudici, arriva Eratostene e la serva subito svegliandomi mi dice che è dentro; dopo averle detto di badare alla porta, sceso in silenzio, esco e mi reco da questo e quell'amico e alcuni non li trovai in casa, altri scoprii che non erano neppure in città.
traduzione n. 2
Da li a non molto giunse ad Atene dall'Asia Arpalo che aveva lasciato Alessandro: sapeva di aver amminitrato male le finanze della spedizione per sua smodezza e tenemeva il re diventato duro nei riguardi degli amici. Rifugiandosi presso il popolo ateniese gli si diede in custodia con navi e denari. Tutti i politici misero gli occhi su quel denaro e volevano aiuarlo e cercavano di persuadere gli ateniesi ad accogliere e salvare il supplice. Demostene in un primo momento consigliò di cacciarlo e non impegnare la città in una guerra non necessaria con una motivazione ingiusta; però di li a poco mentre si controllavano le ricchezze, Arpalo lo scorse in compiaciuta ammirazione di fronte ad una tazza barbara ad esaminare la forma e l'esecuzione del cesello e lo invitò a considerarla attentamente e a valutarne il peso in oro. Arpalo, sorridendo disse: "Per te varrà venti talenti" e subito al calar della notte gli mandò la tazza con venti talenti.