Non toglietemi il sussidio di invalidità
VERSIONE DI GRECO di Lisia
λεγει γὰρ ὁ κατήγορος οὐ δικαίως με λαμβάνειν τὸ παρὰ τῆς πόλεως ἀργύριον: καὶ γὰρ τῷ σώματι δύνασθαι καὶ οὐκ εἶναι τῶν ἀδυνάτων, καὶ τέχνην ἐπίστασθαι τοιαύτην ὥστε καὶ ἄνευ τοῦ διδομένου τούτου ζῆν. καὶ τεκμηρίοις χρῆται τῆς μὲν τοῦ σώματος ῥώμης, ὅτι ἐπὶ τοὺς ἵππους ἀναβαίνω, τῆς δ᾽ ἐν τῇ τέχνῃ εὐπορίας, ὅτι δύναμαι συνεῖναι δυναμένοις ἀνθρώποις ἀναλίσκειν. τὴν μὲν οὖν ἐκ τῆς τέχνης εὐπορίαν καὶ τὸν ἄλλον τὸν ἐμὸν βίον, οἷος τυγχάνει, πάντας ὑμᾶς οἴμαι γιγνώσκειν: ὅμως δὲ κἀγὼ διὰ βραχέων ἐρῶ. -->
L'accusatore dice che io non giustamente ricevo il sussidio dalla città. dice infatti che io conosca un tale mestiere poiché anche senza ottenere il sussidio sono in grado di vivere. E come prove usa la forza del corpo per il fatto che io so cavalcare e la facilità dell'attività per il fatto che io sono in grado si pagare uomini forti. dunque il guadagno per l'attività e per il resto della mia vita, qual'è effettivamente, io credo che voi tutti lo conosciate. tuttavia io parlerò prevemente. infatti il padre non mi lasciò niente, la madre cesso di vivere e questo è il terzo anni che cesso di allevarla. non ho ancora figli che abbiano cra di me. ho un'attività che è d'aiuto per poche cose valide, io stesso ora le esercito con fatica, io non ho altri profitti al di fuori di questo se mi toglierete anche questa esntrata correrei il pericolo di trovarmi in una sorte ancora più difficile.