Ἐπεὶ δὲ σημαίνειν ἔμελλον ἀμφότεροι τὴν ἔφοδον, Πομπήϊος μὲν ἐκέλευσε τοὺς ὁπλίτας ἑστῶτας ἐν προβολῇ καὶ μένοντας ἀραρότως δέχεσθαι τὴν ἐπιδρομὴν τῶν πολεμίων, μέχρι ἂν ὑσσοῦ βολῆς ἐντὸς γένωνται. Καῖσαρ δὲ καὶ περὶ τοῦτο διαμαρτεῖν φησιν αὐτόν, ἀγνοήσαντα τὴν μετὰ δρόμου καὶ φορᾶς ἐν ἀρχῇ γινομένην σύῤῥαξιν, ὡς ἔν τε ταῖς πληγαῖς βίαν προστίθησι, καὶ συνεκκαίει τὸν θυμὸν ἐκ παντᾶν ἀναῤῥιπιζόμενον.

Quando entrambe le parti stavano per comandare l'assalto, Pompeo ordinò agli opliti di stare nella posizione restando fermi con le lance in resta, compatti e pronti a sostenere l'assalto finché i nemici non fossero giunti a tiro di giavellotto. Cesare scrive che egli (Pompeo) anche in questo commise un errore, ignorando che la spinta iniziale e la foga della corsa come accrescono la potenza dei colpi in quell'ur­to reciproco dei combattenti così infiammano maggiormen­te gli animi, eccitati appunto dallo scontro.