Και ουκετ' εχει πιστιν ουδε σαφηνειαν. Επει τον περι Λυκουργου... οφελος εστι προς αληθειαν.
Ma dopo aver pubblicato la "Vita di Licurgo" il legislatore, e del re Numa, mi sembrava non irragionevolmente di poter risalire sino a Romolo, essendo arrivato con la mia storia vicino ai suoi tempi [...]. parve bene di mettere a confronto e di paragonare col padre dell'invitta e gloriosa Roma il fondatore della bella e celebrata Atene. Esprimo l'augurio che l'elemento mitologico, da me depurato, sottostia a quello razionale e assuma l'aspetto di storia. Ma se audacemente esso contrasterà l'attendibilità e non ammetterà commistione con verosimiglianza, chiederò indulgenza a lettori concilianti, che accolgono con serenità il racconto di fatti che appartengono a tempi remoti. Sembrava dunque che per molti motivi di somiglianza Teseo fosse adatto ad essere messo a confronto con Romolo? Entrambi infatti di natali incerti e oscuri ebbero fama di discendere da dei. Ambedue forno dotati di forza e di senno. Delle due più famose città l'uno fondò Roma, l'altro ingrandì Atene: ciascuno dei due pose mano al rapimento di donne. Nè l'uno né l'altro sfuggì a disgrazie domestiche e risentimenti familiari ma si dice che entrambi nei loro ultimi giorni venissero a conflitto con i propri concittadini, se almeno un qualche elemento utile a ristabilire la verità può venire da chi sembra raccontare i fatti in una forma niente affatto poetica.