Non si trascurano impunemente i culti in onore di Dionisio
VERSIONE DI GRECO di Antonio Liberale
TRADUZIONE dal libro Sapheneia pag. 20

inizio: μινυου του ορχομενου εγενοντο θυγατερες λευκιππη, αρσιππη, αλκαθοη και απεβησαν εκτοπως κιλεργοι...
fine: ...και αυτων η μην εγενετο υυκτερις, η δε γλαυξ, η δε βυξα. εφυγον δε αι τρεις την αυγην του ηλιου.

Mynas, figlio di Orchomeno, ebbe come figlio Leucippe, Arsippee e Alcathoe, che erano molto laboriose. Non ebbero niente in comune con le altre donne che disertavano la città sulle montagne di Bacco, finché Dioniso, assunte le forme di una giovinetta, non le esortò a non mancare al culto o ai misteri del dio. Ma esse non le prestarono attenzione. Irritato da questo atteggiamento, Dioniso si presentò non più come una fanciulla, ma come un toro, poi come un leone, infine come un leopardo. I loro strumenti per la tessitura cominciarono a colare nettare e latte. Di fronte a questi prodigi, le fanciulle si spaventarono molto. Poi, lasciata la casa del padre, fecero le baccanti brucando edera, convolvolo e Lauro, finchè Ermes toccandole con la sua bacchetta non le trasformò in uccelli: una pipistrello, una civetta, una gufo. Tutte e tre fuggivano la luce del sole.