Εν δε τη Ιταλια ο Καισαρ εν υβρει θεμενος αντι ουΔεκμον ηρησθαι στρατηγον επι Αντωνιω, την μεν οργην επεκρυπτε, θριαμβον δ'επι τοις ειργασμενοις τει... ες το κοινον συμφερον αγνωσιας.
In Italia Cesare ritenendosi in oltraggio per essersi scelto Decimo come generale contro Antonio e non lui nascondeva la collera e chiedeva (ᾔτει imperfetto di αἰτέω ) una celebrazione del trionfo per le imprese compiute. Disprezzato invece dal senato ἐπινοῶν = part. Pres. Ἐπινοέω) quasi avesse in mente cose più degne di considerazione degli anni (aor. δείδω ) ebbe timore che se non annientavano Antonio potesse essere disprezzato ancor di più (καταφρονέω = aoristo pass. ottativo), desiderò accordi con lui come anche Pansa significava per lui morendo. Dunque si rendeva amici i prigionieri della di lui armata comandanti o soldati e, annoverò tra i propri o quelli che desiderava di loro e li rimandò ad Antonio, quasi come se non fosse con lui un implacabile nemico; accampatosi di fronte a Ventidio amico di Antonio, che era capo di tre legioni e, dopo aver messo paura non fece alcuna guerra, concesse che essi si riunissero e di andare senza paura da Antonio con la milizia e di rimproverare l'ignoranza per l'utilità comune.
(By Stuurm)