Έν τῇ ὒλῃ δρυτύμοι τήν πεύκην έπιπόνως σχίζουσι· ή δέ γάρ ύψηλή καί κρατερά έστι. Οί δέ δρυτόμοι μηχανήν εύρίσκονται καί έκ τῆς αύτῆς πεύκης σφηνάρια έργάζονται· διά τούτων εύκόλως αύτήν σχίζουσιν. Ή δέ πεύκη λέγει· «Εγώ δεινά πάσχω· ού τήν άξίνην μέμφομαι άλλά τά σφηνάρια· ή δέ άξίνη άλλοτρία έστί, τά δέ έκ έμοῦ έπίγονά είσιν». Ό μῦθος δηλοῖ ὂτι ού τοσούτόν έστι δεινόν ὂτε’ ό άνθρωπος ύπό τῶν άλλοτρίων πάσχει κακά ὂσον ύπό τῶν οίκείων.
TRADUZIONE LETTERALE
Nel bosco i taglialegna con fatica spaccano il pino; quello infatti è alto e possente. Ma i taglialegna trovano un espediente e dallo stesso pino fanno piccoli cunei; tramite questi lo spaccano facilmente. Il pino dice: "Soffro in modo terribile: non biasimo l'ascia ma i piccoli cunei; l'ascia è estranea, mentre essi sono discendenti da me". Il racconto mostra che non tanto è cosa terribile quando l'uomo subisca i mali dagli estranei quanto dai familiari.
(By Stuurm)
Altra proposta di traduzione
In un bosco abbattono a fatica un pino: questo è davvero alto e vigoroso. I taglialegna cercano un modo e ricavano da quel pino dei cunei: dopodiché facilmente lo abbattono.
Il pino dice: " Quali cose terribili soffro: io non rimprovero l'ascia, ma i cunei; l'ascia è normale, quelli invece sono ricavati da me (sono miei discendenti)".
Il racconto mostra che non è tanto terribile quello che l'uomo soffre da parte degli altri quanto per la cattiveria dei prossimi. (by Geppetto)