IL SOLITO CRITICONE
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Rizai - pag. 75 n. 12

inizia così: Ζεὺς καὶ Πρμηθευς καὶ Άθηνᾶ...e finisce così: περί τι ψόγον ἐπιδέχεται.

Zeus, Prometeo ed Atena, avendo inventato, l'uno un toro, Prometeo l'uomo, ed (Atena) una casa, scelsero come giudice Momo. Questi, essendo invidioso delle cose inventate, infastidito disse: che Zeus aveva sbagliato a non porre gli occhi del toro sulle corna, perché vedesse dove poter colpire; che Prometeo, (sott. aveva sbagliato)poiché non aveva appeso il cuore dell'uomo all'esterno, affinché non sfuggissero all'attenzione i cattivi, mostrando qualunque cosa ciascuno avesse nell'anima; in terzo luogo disse che Atena doveva mettere le ruote alla casa, affinché, se qualcuno avesse abitato vicino ad un cattivo, avrebbe potuto velocemente cambiare posizione. Allora Zeus, essendo adirato contro di lui per la (sua) invidia, lo scaraventò fuori dall'Olimpo. La favola insegna che niente è così perfetto, ma non tutto deve essere motivo di difetto ( biasimo).