LE CAPRE SELVATICHE
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE n. 1
Un capraio, radunando gli animali per rientrare all'ovile, si accorse che alcune capre selvatiche si erano unite al gregge. Immaginando il grande guadagno che avrebbe fatto vendendole le sfamò abbondantemente. Il vecchio gregge borbottò per l'ingiustizia, ma tutto fu inutile. Finalmente tornò il sole e il capraio condusse le pecore al pascolo. Non appena il pastore girò la testa, le capre selvatiche fuggivano gridando: "è meglio la libvertà perché un giorno ci tratterai come le tue capre. " La storia dimostra che quando siamo preferiti ai suoi vecchi amici (ai vecchi amici di qualcuno), dobbiamo pensare che diventeremo vecchi amici.
traduzione n. 2
Un capraio che aveva portato al pascolo le sue capre, si accorse che queste si mescolavano ad alcune capre selvatiche e, quando scese la sera, le spinse tutte nella sua grotta. Il giorno seguente iniziò a piovere forte e il pastore non potè portare il gregge al pascolo e se ne prese cura dentro la grotta: alle proprie capre diede solo un po’ di formaggio, mentre, una quantità ben maggiore ne offrì alle estranee in modo da accattivarsele. Cessata la pioggia, le portò nuovamente tutte al pascolo, ma, le capre selvatiche, trattate assai meglio del gregge, se la diedero a gambe e lasciarono il povero pastore ricompensandolo in quel modo. Il capraio urlando le accusò di essere state delle ingrate, ma queste urlando a loro volta dissero: ” Proprio per questa ragione noi stiamo in guardia, infatti, Tu, hai dimostrato maggiori attenzioni e premure verso di noi anche se siamo nuove del gruppo rispetto alle capre che ti appartengono da tempo……dunque, è abbastanza evidente che quando ne incontrerai delle altre, preferirai quelle a noi. La favola dimostra che non dobbiamo rallegrarci dell’amicizia di quanti ci colmano di premure, perché prima o poi saremo noi a non essere più considerati