Inesorabile avanzata di Epaminonda
VERSIONE DI GRECO e traduzione
Dal libro Alfabeta grammata n. 4 pagina 357
ἐπεὶ οὖν Επαμεινωνδας κατεμάνθανε περὶ μὲν τὴν Μαντίνειαν τοὺς ἀντιπάλους πεφυλαγμένους, μεταπεμπομένους δὲ Ἀγησίλαόν τε καὶ πάντας τοὺς Λακεδαιμονίους, καὶ ᾔσθετο ἐξεστρατευμένον τὸν Ἀγησίλαον καὶ ὄντα ἤδη ἐν τῇ Πελλήνῃ, δειπνοποιησάμενος καὶ παραγγείλας ἡγεῖτο τῷ στρατεύματι εὐθὺς ἐπὶ Σπάρτην. καὶ εἰ μὴ Κρὴς θείᾳ τινὶ μοίρᾳ προσελθὼν ἐξήγγειλε τῷ Ἀγησιλάῳ προσιὸν τὸ στράτευμα, ἔλαβεν ἂν τὴν πόλιν ὥσπερ νεοττιὰν παντάπασιν ἔρημον τῶν ἀμυνομένων. ἐπεὶ μέντοι προπυθόμενος ταῦτα Ἀγησίλαος ἔφθη εἰς τὴν πόλιν ἀπελθών, διαταξάμενοι οἱ Σπαρτιᾶται ἐφύλαττον, καὶ μάλα ὀλίγοι ὄντες· οἵ τε γὰρ ἱππεῖς αὐτοῖς πάντες ἐν Ἀρκαδίᾳ ἀπῆσαν καὶ τὸ ξενικὸν καὶ τῶν λόχων δώδεκα ὄντων οἱ τρεῖς. ἐπεὶ δ' ἐγένετο Ἐπαμεινώνδας ἐν τῇ πόλει τῶν Σπαρτιατῶν, ὅπου μὲν ἔμελλον ἔν τε ἰσοπέδῳ μαχεῖσθαι καὶ ἀπὸ τῶν οἰκιῶν βληθήσεσθαι, οὐκ εἰσῄει ταύτῃ, οὐδ' ὅπου γε μηδὲν πλέονες μαχεῖσθαι τῶν ὀλίγων πολλοὶ ὄντες· ἔνθεν δὲ πλεονεκτεῖν ἂν ἐνόμιζε, τοῦτο λαβὼν τὸ χωρίον κατέβαινε εἰς τὴν πόλιν.
Traduzione n. 1
Quando dunque Epaminonda si accorse che gli avversari stavano in attesa con cutela nei pressi di Mantinea, che Agesilao aveva mandato a chiamare anche tutti gli Spartani, e comprese che Agesilao marciava ed era già a Pellene, avendo pranzato dava ordine e conduceva subito l’esercito a Sparta. E se non fosse arrivato un Cretese per intervento divino che svelò ad Agesilao che l’esercito si avvicinava, avrebbe preso la città come un nido assoluta-mente abbandonato dai difensori. Appena tuttavia seppe queste cose Agesilao era giunto prima in città si allontanò, essendo gli Spartani schierati in ordine di battaglia stavano in guardia, pur essendo molto pochi; quei cavalieri tra loro erano tutti lontani in Arcadia e mercenari e tre delle dodici compagnie che erano in armi. Appena giunto Epaminonda nella città di Sparta, dove stavano per combattere in pianura e stavano per essere colpiti dalle abita-zioni, non vi entrava, né dove stavano per combattere contro pochi pur essen-do molti; quindi credeva che sarebbe stato un vantaggio, avendo occupato quel luogo scese in città.
traduzione n. 2
Epaminonda quando venne a sapere che gli avversari presidiavano la zona di Mantinea dove aspettavano Agesilao con tutte le truppe spartane e fu inoltre informato che quest'ultimo si era messo in marcia e si trovava ormai a Pellene, dopo il pasto impartì gli ordini e guidò senza indugio l'esercito contro Sparta. E se non fosse provvidenzialmente arrivato un cretese che annunciò ad Agesilao che l'esercito nemico stava avanzando, Epaminonda si sarebbe impadronito di Sparta come di un nido del tutto indifeso. Ma poiché Agesilao alla notizia della sua avanzata riuscì a tornarvi prima dell'avversario, gli spartiati si schierarono a guardia della città pur essendo in pochi: l'intera cavalleria, i mercenari e tre delle 12 compagnie si trovavano in Arcadia. Una volta arrivato a Sparta Epaminonda non vi entrò dai punti in cui i suoi avrebbero combattuto in piano, allo scoperto, rischiando di essere colpiti dall'alto degli edifici ne da dove pur essendo in molti non avrebbero avuto nello scontro nessun vantaggio di fronte ad un nemico inferiore. Raggiunte invece le posizioni che riteneva migliori, ne ridiscese per penetrare in città