Dialogoi Pagina 268 numero 140

Δειπνον δ' εστιν ιδιως εχον η κοπις καθαπερ και το καλουενον αικλον. Επην δε κοτιζωσι πρωτον ... Και ταυτας τας κολπιδας παραπλησιως τοις λελεγμεναις επι τελουσι

In modo particolare tengono il banchetto, è una cena proprio come il cosi chiamato pasto serale. Quando banchettano, per prima cosa rizzano tende vicino al dio, dentro queste giacigli di fogliame, sopra di essi stendono tappeti, sui quali banchettano quelli che si sdraiano, non solo quelli che giungono dalla nostra regione, ma anche quelli venuti a risiedere tra gli stranieri. Offrono in sacrificio nei banchetti capre, nessun altra vittima; e tra i capi a tutti danno porzioni e la cosiddetta pagnottella, che è una pagnottina assai simile a un dolce, piuttosto rotonda la forma. Danno a ciascuno dei convitati formaggio fresco e un pezzo di salsiccia e dolci fichi anche secchi e fave e fagioli freschi. Chi vuole anche tra gli altri Spartani banchetta. Nella città celebrano banchetti in favore dei bambini nelle cosiddette feste Titenidie: le nutrici infatti portano i bambini maschi in questa occasione al campo al cospetto di Coritalia chiamata Artemide, il cui tempio è presso il cosiddetto Tiasso nelle parti vicino Cleta. E celebrano questi banchetti in modo quasi uguale a quelli cosiddetti.