Τὰ ἐν Σικελία γενόμενα εἰς τὰς Ἀθήνας ἠγγέλθη. Οἵ τε πολίται πρῶτον μὲν τοῖς ἐκ τῆς συμφοράς πεφευγόσιν ἠπίστουν, οἳ πάντα τὸν στρατὸν καθῃρῆσθαι' ἔλεγον. Ἐπειδὴ δὲ τἀληθῆ ἔμαθον, ὠργίζοντο τοῖς ῥήτορσι καὶ μάντεσιν·

Gli eventi accaduti in Sicilia furono annunciati ad Atene. I cittadini dapprima non credevano, (ἠπίστουν imperf ἀπιστέω) a coloro che erano fuggiti dalla disfatta, che (i quali) dicevano che tutto l'esercito era stato annientato. Ma quando appresero (ἔμαθον, aorμανθάνω) la verità, si adirarono con i retori e gli indovini; infatti, fidandosi (πιστεύω) di loro, speravano che la spedizione in Sicilia avrebbe giovato (συνοίσειν, inf fut συμφέρω) alla città. Privati (ἀφαιρέω, part aor pass gen ass) di un gran numero di opliti, c'era il pericolo che la città fosse presa (αἱρεθείη, ottativo aor passαἱρέω), Ma benché temessero (δεδοικότες δείδω part perf) che non si sarebbero salvati (σωθεῖεν, aor ott pass) gli Ateniesi avevano cura (ἐπεμελοῦντο, imperf 3a plἐπιμελέομαι) di preparare (παρασκευάζω) legname e di preparare (πορίζω) una flotta. Contemporaneamente, scelsero come autorità degli anziani, che deliberassero sui problemi presenti
(By Vogue)