Κύων πρὸ ἐπαύλεώς τινος ἐκάθευδε. Λύκου δ᾽ ἐπιτρέχοντος καὶ μέλλοντος ἔδεσθαι αὐτόν, ἐδεῖτο μὴ νῦν αὐτὸν καταθῦσαι. «Νῦν μὲν γάρ – φησί – λεπτός εἰμι καὶ ἰσχνός· ...

Un cane dormiva davanti a una certa stalla. Quando un lupo si avvicinava e stava (gen ass) per mangiarlo, il cane gli chiedeva (δέομαι) di non ucciderlo in quel momento. "Infatti ora - diceva - sono gracile e magro; i miei padroni stanno per fare matrimoni, e io, mangiando in quella situazione molte cose, sarò più grasso (comparativo πιμελής), e sarò per te un cibo più gradevole (comparatηδυς)." Il lupo dunque se ne andava persuaso. Dopo qualche giorno trovava il cane che dormiva in alto sulla casa e lo chiamava a lui, ricordandogli i patti. E il cane (diceva): "Ma, o lupo, se mi avessi visto che dormivo qui invece che davanti alla stalla, non avresti aspettato matrimoni". La favola dimostra che i saggi fra gli uomini, quando si salvano da un pericolo si proteggono per tutta la vita.