Μετὰ τὴν Ἰλίου πόρθησιν ἐξεβράσθη Διομήδης εἰς Λιβύην, ἔνθα Λύκος ἦν βασιλεὺς ἔθος ἔχων τοὺς ξένους Ἄρει τῷ πατρὶ θύειν. Καλλιρρόη δὲ ἡ θυγάτηρ ἐρασθεῖσα Διομήδους τὸν πατέρα προέδωκε, καὶ τὸν Διομήδην ἔσωσε λύσασα τῶν δεσμῶν· ... (da Plutarco)
Dopo la devastazione di Troia, Diomede fu scaraventato (ἐκβράσσω) in Libia dove era re Lico che aveva l'abitudine di sacrificare gli stranieri al padre Ares. La figlia Calliroe, che si era innamorata (ἐράω) di Diomede, tradì (προδίδωμι) il padre e salvò Diomede liberandolo dalle funi; questi, dimentico (ἀμελέω) della benefattrice, fuggì salpando, lei si impiccò (morì nel cappio), come afferma Ioba nel terzo (libro) dei racconti libici. Calpurnio Crasso, uomo fra i messaggeri, funzionario di Regolo, fu mandato (πέμπω) da Massilo perché conquistasse (πορθέω) la fortezza inespugnabile chiamata Garetio. Preso (λαμβάνω) prigioniero, è sul punto di essere sacrificato a Crono. Bisaltia, figlia del re, innamorata, tradì il padre e lo lasciò libero. Abbandonata da lui, la fanciulla si uccise, come riferisce Esiano nel terzo (libro) dei racconti libici.
(By Geppetto)