Νεβρός τις δήποτε πρὸς τὴν ἔλαφον ἔλεγε, «Σύ, ὦ μῆτερ, τῷ μεγέθει μείζων κυνὸς εἶ καὶ θάσσων καὶ ὀξεῖα πρὸς τὸ τρέχειν, ...

Un cerbiatto una volta diceva alla cerva: "Tu, o madre, sei maggiore per grandezza di un cane e più veloce e più impetuosa nel correre, hai corna per la difesa; e perché temi così i cani?". E lei gli risponde: "So bene, figlio mio, che io ho tutte queste cose; ma quando sento l'abbaiare del cane, ho oscurità davanti agli occhi e mi rivolgo in fuga. Conosci, figlio, un altro animale che è più sventurato e più vile di me?". E il cerbiatto (diceva): "Abbi coraggio, madre, non lamentarti; infatti il leprotto è molto più vile; anche il rumore di una foglia che cade volge in fuga il leprotto". E la cerva sorride (ὑπογελάω) e, riconoscente per le parole benevole, accoglie affettuosamente il figlio.
(By Vogue)