ἐπαύετο δὲ οὔτε νύκτωρ οὔτε μεθ᾿ ἡμέραν δακρύουσα, ἀλλ' ἀεὶ πρὸ ὀφθαλμῶν εἶχεν Αβροκόμην. Ἐνενοεῖτο δὲ ἅμα πολλά, τὸν ἔρωτα, τοὺς ὅρκους, τὴν πατρίδα, τοὺς πατέρας, τὴν ἀνάγκην, τον γάμον. Καὶ δὴ καθ᾽ αὑτὴν γενομένη, ...
Non finiva né di notte né di giorno di piangere, ma aveva sempre davanti agli occhi Abrocome. Rifletteva (ἐννοέω, imperfet) contemporaneamente su molte cose: l'amore, i giuramenti, la patria, i genitori, la necessità, il matrimonio. E così, quando si trovò da sola (καθ᾽αὑτήν, in se stessa), avendo colto il momento, avendo strappato i capelli, disse: "Oh, io, del tutto ingiusta e malvagia, perché non ricambio Abrocome con le stesse [azioni]. Lui infatti sopporta catene e torture per rimanere mio marito e probabilmente ( ἴσως) è anche morto da qualche parte; io invece lo dimentico e mi sposo, sfortunata, e qualcuno canterà (ᾄσει, futuro 3a sg diἀείδω) per me l'imeneo (canto per le nozze), e giungerò (ἀφίξομαι, futuro ἀφικνέομαι) al letto di Perilao. Ma, o mia (sott: anima) anima carissima fra tutti di Abrocome, non addolorarti (λυπέω, cong esort) per me, infatti non ti avrei mai volontariamente offeso.
(By Vogue)