Ἦν γὰρ δὴ ἄττα τοιάδε· πολλάκις μοι φοιτῶν τὸ αὐτὸ ἐνύπνιον ἐν τῷ παρελθόντι βίῳ, ἄλλοτ᾽ ἐν ἄλλῃ ὄψει φαινόμενον, τὰ αὐτὰ δὲ λέγον, «Ὦ Σώκρατες,» ἔφη, «μουσικὴν ποίει καὶ ἐργάζου».... (Platone)
"Infatti, accadevano cose come queste: spesso, nella mia vita passata mentre vagavo (φοιτάω part pres) apparendomi lo stesso sogno, a volte con un altra visione, diceva ( lett pl sempre) le stesse cose: "O Socrate," diceva, "fai musica e praticala." Ed io, in quel tempo lo facevo (sul vocabolario: τοῦτο ὑπελάμβανον αὐτό μοι παρακελεύεσθαί τε καὶ ἐπικελεύειν =) e pensavo che (il sogno) proprio a ciò mi incitava ed esortava, come coloro che incitano i corridori così il sogno mi ordinava di fare appunto questo, di fare musica, in quanto essendo la filosofia una grande musica, io stavo facendo questo. Ma ora, poiché c'è stato il processo e la festa del dio mi impediva di morire, mi sembrò che fosse necessario, se effettivamente il sogno mi avesse comandato, ripetutamente di fare questa musica popolare, di non disubbidire ( ἀπειθέω) ad esso ma di farla; (mi parve necessario) che fosse più sicuro non andarsene prima di dedicarsi (ἀφοσιόω) componendo poesie e avendo obbedito al sogno.
(By Vogue)