Esortazione di Agelao di Naupatto a Filippo e agli Alleati
Versione greco Senofonte traduzione libro
Erga Emeron pagina 250 numero 151

ὃς ἔφη δεῖν μάλιστα μὲν μηδέποτε πολεμεῖν τοὺς Ἕλληνας ἀλλήλοις, ἀλλὰ μεγάλην χάριν ἔχειν τοῖς θεοῖς, εἰ λέγοντες ἓν καὶ ταὐτὸ πάντες καὶ συμπλέκοντες τὰς χεῖρας, καθάπερ οἱ τοὺς ποταμοὺς διαβαίνοντες, δύναιντο τὰς τῶν βαρβάρων ἐφόδους ἀποτριβόμενοι συσσώζειν σφᾶς αὐτοὺς καὶ τὰς πόλεις. οὐ μὴν ἀλλ' εἰ τὸ παράπαν τοῦτο μὴ δυνατόν, κατά γε τὸ παρὸν ἠξίου συμφρονεῖν καὶ φυλάττεσθαι, προϊδομένους τὸ βάρος τῶν στρατοπέδων καὶ τὸ μέγεθος τοῦ συνεστῶτος πρὸς ταῖς δύσεσι πολέμου· δῆλον γὰρ εἶναι παντὶ τῷ καὶ μετρίως περὶ τὰ κοινὰ σπουδάζοντι καὶ νῦν, ὡς ἐάν τε Καρχηδόνιοι Ῥωμαίων ἐάν τε Ῥωμαῖοι Καρχηδονίων περιγένωνται τῷ πολέμῳ, διότι κατ' οὐδένα τρόπον εἰκός ἐστι τοὺς κρατήσαντας ἐπὶ ταῖς Ἰταλιωτῶν καὶ Σικελιωτῶν μεῖναι δυναστείαις, ἥξειν δὲ καὶ διατείνειν τὰς ἐπιβολὰς καὶ δυνάμεις αὑτῶν πέρα τοῦ δέοντος. διόπερ ἠξίου πάντας μὲν φυλάξασθαι τὸν καιρόν, μάλιστα δὲ Φίλιππον.

Costui disse che era del tutto necessario che i greci non si facessero più guerra gli uni con gli altri, avrebbero dovuto anzi tributare molti ringraziamenti agli dei se raggiungendo tutto uno ed uno stesso accordo, e prendendosi per mano come quelli che attraversano i fiumi, fossero riusciti a respingere l'assalto dei barbari e a salvare se stessi e le proprio città. Tuttavia, se questo non fosse stato assolutamente possibile, riteneva che dovessero accordarsi almeno per il presente momento e stare in guardia, considerando la forza degli eserciti e la grandezza della guerra in corso in occidente; era infatti chiaro ad ognuno che si ocupasse anche non molto e da poco di politica che, se i cartaginesi avessero vinto in guerra i romani, o i romani i cartaginesi, i vincitori verosimilmente, non si sarebbero accontentati di dominare l'Italia e la Sicilia, ma sarebbero andati avanti e avrebbero estese le proprie mire ed i propri eserciti al di là del giusto. Riteneva Perciò che tutti dovessero stare in guardia in quel momento maggiormente Filippo.