Il greco di Campanini pagina 193 numero 54
Inizio: Αριστειδης ο Αθηναιος υιος ην Λυσιμαχου· δια την δικαιοσυνην και την πενιαν υπο των πολιτων εθαυμαζετο ... Fine: "Ο δε αγροικος απεκρινετο· "Αγαν δικαιος εστιν."
Aristide, l'ateniese, era figlio di Lisimaco; Era ammirato dai cittadini per (la sua) rettitudine e la (sua) indigenza. E una volta il ricco ateniese Callia, era accusato dal popolo, Aristide arrivava e lo difendeva. Allora i giudici lo assolvevano dall'accusa e Callia inviava dell'oro ad Aristide per riconoscenza come ricompensa, ma egli non lo accettava e diceva: “la vita di Callia desidera la povertà di Aristide invece la povertà di Aristide disprezza la ricchezza di Callia. ”. In seguito i cittadini odiavano Aristide, dopo che aveva una straordinaria gloria e volevano ostracizzarlo. Quando Aristide stava per essere esiliato dal popolo un cittadino campagnolo, porgeva ad Aristide il coccio e chiedeva di scrivere sul coccio il nome di Aristide. E Aristide si meravigliava poiché il contadino non lo riconosceva e gli chiedeva: “ forse Aristide fa cosa malvagia e vile?”. L'agricoltore rispondeva : “(Aristide) è troppo giusto. ”