E che un uomo ricchissimo superi gli altri per la munificenza dei suoi doni non meraviglia, ma che un re si segnali per la sollecitudine e le premure verso gli amici è cosa davvero rimarchevole. Si narra appunto come a tutti apparisse evidente che nulla poteva umiliarlo più che il sapersi superato da altri nel culto dell'amicizia. E si tramanda una sua frase secondo cui i compiti di un bravo pastore e di un buon re si assomigliano come un pastore deve trarre profitto dal suo gregge senza dimenticare di provvedere alla felicità di esso (nella misura in cui un animale può essere felice) così un re deve trarre profitto dai suoi sudditi non senza garantire la felicità di individui e gruppi. non c'è dunque da meravigliarsi se si propose di superare chiunque altro nelle attenzioni rivolte agli amici.