Διονα δε τον Συρακοσιον συνεδρευοντα μετα των φιλων, κατα την οικια θοριβου
...παρωσαμενον και το φιλοπατρι προς της των αναγκαιων συμπαθειας επιδειξαμενον

Forza d'animo di Dione e di Demostene versione greco Plutarco Traduzione dal libro Il nuovo taxis Pagina 263 numero 64

Abbiamo appreso che il siracusano Dione, mentre si trovava in assemblea con gli amici, essendoci stato baccano e grandi urla in casa, informatosi sulla causa e sull'accaduto e avendo sentito che suo figlio era morto cadendo dal tetto, per nulla turbato, avesse ordinato di affidare il corpicino del defunto alle donne per la dovuta sepoltura, mentre lui non avesse trascurato le occupazioni per le quali stava decidendo. Si dice che lo avesse emulato anche l'oratore Demostene, che aveva perso l'unica e amata figlia, a proposito della quale parla Eschine, essendogli sembrato opportuno accusarlo, in questo modo: «Morta sua figlia da appena dette giorni, prima di essere addolorato e di compiere le funzioni funebri dovute, incoronatosi e indossata una vesta bianca, sacrificava e violava la legge, lui, sventurato, che aveva perso l'unica e la prima che lo aveva chiamato padre». Costui dunque, essendosi proposto di accusarlo da oratore, raccontò questi fatti, ignorando che con quelle parole lo elogiava perché aveva rinviato il lutto e aveva dato prova di amore per la patria al posto della compassione per i propri congiunti.