Arguta risposta di Socrate ad Aristippo versione greco Senofonte traduzione libro 730 temi di versione dal greco

Ἀριστίππου δὲ ἐπιχειροῦντος ἐλέγχειν τὸν Σωκράτην, ὥσπερ αὐτὸς ὑπ᾽ ἐκείνου τὸ πρότερον ἠλέγχετο, βουλόμενος τοὺς συνόντας ὠφελεῖν ὁ Σωκράτης ἀπεκρίνατο οὐχ ὥσπερ οἱ φυλαττόμενοι μή πηι ὁ λόγος ἐπαλλαχθῆι, ἀλλ᾽ ὡς ἂν πεπεισμένοι μάλιστα πράττειν τὰ δέοντα. Ὁ μὲν γὰρ αὐτὸν ἤρετο εἴ τι εἰδείη ἀγαθόν, ἵνα, εἴ τι εἴποι τῶν τοιούτων, οἷον ἢ σιτίον ἢ ποτὸν ἢ χρήματα ἢ ὑγίειαν ἢ ῥώμην ἢ τόλμαν, δεικνύοι δὴ τοῦτο κακὸν ἐνίοτε ὄν. Ὁ δὲ εἰδὼς ὅτι, ἐάν τι ἐνοχλῆι ἡμᾶς, δεόμεθα τοῦ παύσοντος, ἀπεκρίνατο ἧιπερ καὶ ποιεῖν κράτιστον, « Ἆρά γε, ἔφη, ἐρωτᾶις με, εἴ τι οἶδα πυρετοῦ ἀγαθόν; — Οὐκ ἔγωγ᾽, ἔφη. — Ἀλλ᾽ ὀφθαλμίας; — Οὐδὲ τοῦτο. — Ἀλλὰ λιμοῦ; — Οὐδὲ λιμοῦ. — Ἀλλὰ μήν, ἔφη, εἴ γ᾽ ἐρωτᾶις με εἴ τι ἀγαθὸν οἶδα ὃ μηδενὸς ἀγαθόν ἐστιν, οὔτ᾽ οἶδα, ἔφη, οὔτε δέομαι.

Quando Aristippo tentò di confutare Socrate nella stessa maniera in cui era stato da lui confutato in precedenza, Socrate volendo essere utile ai suoi compagni rispondeva non come quelli che stanno attenti a che il ragionamento non venga rovesciato, ma come uno deciso a fare soprattutto ciò che deve. Infatti quello gli aveva chiesto se conosceva qualche cosa buona per potergli dimostrare poi se avesse risposto una cosa del tipo il bero o il mangiare il denaro o la salute, la forza ed il coraggio che talvolta anch'esse sono dannose. E Socrate sapendo che quando qualcosa ci tormenta abbiamo bisogno di qualcosa che lo faccia smettere rispose appunto come era meglio rispndere: "Forse mi chiedi" gli domandò "se so di qualcosa buono per la febbre?" "No davvero" rispose "Per le malattie degli occhi allora?" "Neppure per queste" "Per la fame allora?" "Neppure per la fame. " "Ma insomma" disse Socrate "se tu mi domandi se conosco una cosa buona che non è buona a nessuno scopo, io non la conosco né ho bisogno di conoscerla"