CONCLUSIONE DI UN DISCORSO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE
Il mio ragionamento", aggiunse, "è semplice. Se ho punito qualcuno a fin di bene, merito di subire la stessa pena che i genitori pagano ai figli e i maestri ai loro allievi. Anche i medici cauterizzano e amputano, a fin di bene. Se ritenete che io abbia agito così per arroganza, allora fateci caso: adesso, grazie agli dèi, mi sento più sicuro di prima, sono più spavaldo di prima e bevo molto più vino, eppure non picchio nessuno, perché vi vedo in una situazione tranquilla. Ma quando c'è tempesta e il mare diventa grosso, non vi accorgete che, al minimo cenno, il nostromo si infuria con i marinai di prua e il timoniere con quelli di poppa? Sono momenti in cui basta il benché minimo errore, e tutto va a catafascio. Ma anche voi avete sanzionato che facevo bene a colpirli: eravate lì presenti infatti, con in pugno le armi e non i sassolini per il voto, per cui avreste potuto soccorrerli, se volevate. Ma, per Zeus, non siete accorsi né in loro aiuto né avete collaborato con me a punire chi non rispettava la disciplina. Perciò, dando mano libera ai delinquenti, non avete fatto altro che concedere loro licenza di abusare. Se volete prestare attenzione, vi accorgerete senz'altro che chi in passato era il più codardo ora è il più arrogante. Boisco ad esempio, il pugile tessalo, prima si batteva per non portare lo scudo, dandosi malato, ma adesso mi giungono voci che ha già spogliato dei beni molti Cotioriti. Se dunque avrete senno, farete il contrario di quello che si fa con i cani: se sono aggressivi, li si lega di giorno e li si scioglie di notte. Per cui Boisco, se avrete buon senso, lo terrete in catene di notte e lo libererete di giorno. Però mi meraviglio che, se mi sono creato antipatie con qualcuno di voi, ve le teniate a mente e non le passiate sotto silenzio, mentre se a qualcuno ho portato soccorso nel gelo invernale, se l'ho protetto dal nemico, se l'ho aiutato a trovare un rimedio quando era stremato o in difficoltà, non c'è nessuno che se ne ricordi. E se ho elogiato qualcuno per il suo operato o, per quanto potessi, reso onore a un valoroso, nemmeno di questo vi ricordate. Eppure è bello, giusto, santo e dolce rammentare il bene più che il male». Allora si alzarono in piedi e il loro pensiero corse al passato. E finì che tutto si accomodò.