Giasone è inviato dallo zio Pelia alla conquista del vello d'oro VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo TRADUZIONE dal libro metis
Inizio: Ιασονα γενεσθαι λέγουσιν υιον μεν Αισονος, αδελφιδουν... Fine: ...Κολχους επι το διαβεβοημενον του κριου δερος χρθσομαλλον
Ἰάσονα γενέσθαι λέγουσιν υἱὸν μὲν Αἴσονος, ἀδελφιδοῦν δὲ Πελίου τοῦ Θετταλῶν βασιλέως, ῥώμῃ δὲ σώματος καὶ ψυχῆς λαμπρότητι διενέγκαντα τῶν ἡλικιωτῶν ἐπιθυμῆσαί τι πρᾶξαι μνήμης ἄξιον. Ὁρῶντα δὲ τῶν πρὸ αὐτοῦ Περσέα καί τινας ἄλλους διὰ τὰς ὑπερορίους στρατείας καὶ τὸ παράβολον τῶν ἄθλων δόξης ἀειμνήστου τετευχότας, ζηλῶσαι τὰς προαιρέσεις αὐτῶν. Διὸ καὶ τὴν ἐπιβολὴν ἀνακοινωσάμενον τῷ βασιλεῖ ταχέως λαβεῖν αὐτὸν συγκάταινον, οὐχ οὕτω τοῦ Πελίου σπεύδοντος προαγαγεῖν εἰς ἐπιφάνειαν τὸν νεανίσκον ὡς ἐλπίζοντος ἐν ταῖς παραβόλοις στρατείαις διαφθαρήσεσθαι· αὐτὸν μὲν γὰρ ἐκ φύσεως ἐστερῆσθαι παίδων ἀρρένων, τὸν δ´ ἀδελφὸν εὐλαβεῖσθαι μήποτε συνεργὸν ἔχων τὸν υἱὸν ἐπίθηται τῇ βασιλείᾳ. Κρύπτοντα δὲ τὴν ὑποψίαν ταύτην, καὶ τὰ πρὸς τὴν στρατείαν χρήσιμα χορηγήσειν ἐπαγγειλάμενον, παρακαλεῖν ἆθλον τελέσαι στειλάμενον τὸν πλοῦν εἰς Κόλχους ἐπὶ τὸ διαβεβοημένον τοῦ κριοῦ δέρος χρυσόμαλλον.
Traduzione numero 1
Dicono che giasone fosse figlio di Esone, nipote di Pelia, re dei Tassali, nelle forze fisiche e nell’acutezza dell’animo, vigore dell’animo, superando i coetanei, desiderava fare qualcosa degna di memoria. Vedendo che Perseo ed alcuni altri raggiungevano altri con eterna gloria, desiderò emulare le imprese di quelli. Comunicato al re il pensiero facilmente ebbe l’approvazione Pelia, sperando di mandare in rovina il giovane in imprese audaci, infatti dicono che la natura non gli avesse concesso di avere figli maschi, temeva che il fratello una volta o l’altra con l’aiuto del figlio come complice invadesse il regno. Pelia nascondendo tal sospetto e dopo aver annunciato delle cose utili per la spedizione, gli presentò come un premio la navigazione verso Colchide per il famoso vello d’oro.
Traduzione numero 2
Dicono che Giasone fu figlio di Esone, e nipote per parte di padre di Pelia, re dei Tessali, e che superando i suoi coetanei per forza fisica e nobiltà di spirito, desiderò compiere qualcosa degna di memoria. Vedendo che Perseo e alcuni altri avevano conquistato una fama imperitura, emulò la loro condotta (il greco ha il plurale). Perciò, dopo aver comunicato al re il suo piano, lo trovò subito consenziente, poiché Pelia sperava che in quelle pericolose spedizioni rimanesse ucciso: infatti, dicono che lui stesso era stato privato dalla natura di figli maschi, e che era circospetto nei confronti del fratello che con la collaborazione del figlio (avendo il figlio come aiutante, collaboratore), attentasse al suo regno. Dunque, Pelia tenendo nascosto questo sospetto e promettendo che avrebbe provveduto a ogni cosa utile per la spedizione, esortò (Giasone) a compiere un'impresa volgendo la navigazione verso la Colchide per il famoso vello d'oro d'ariete. ".