Αζιον δε και Πυρρου του Hπειρωτου μνησθηναι, ανδρος μετα Αλεξανδρον τα δευτερα εν στρατηγιαις ενεγκαμενου... εστ'αν του υγιαινειν μονον απη.
E' giusto anche ricordarsi [ μνησθήναι = infinito aor. passivo 1° μιμνησκω ] di Pirro dell'Epiro, uomo che ottenne il secondo posto dopo Alessandro nell'arte militare avendo sopportato mille mutamenti di fortuna. Egli dunque sempre pregando gli dei, pur avendo fatto offerte e sacrifici (ανατιθεις =) e consacrando (loro) ( ἀνατίθημι participio attiva presente ) neanche una volta (ητησε = αἰτέω verbo attiva aoristo indicativo singolare terza) chiese loro o la vittoria o un regno o una reputazione più grande o fama o ricchezza in misura maggiore ma li pregava solo in questo (ovvero) di avere buona salute finchè c'è quella a lui facilmente sopraggiungevano le altre cose. E io credo che pensava benissimo, ritenendo che nessun vantaggio fra tutti i beni giova a niente, finchè manca quello solo, l'avere buona salute.