IL CADAVERE DI CESARE VIENE PORTATO A CASA versione greco Nicola Damasceno
traduzione il greco per il biennio 2

Inizio: Ό νεκρός ἔκειτο ἔνθα ἔπεσεν Fine: μὴ ἐξιέναι τὴν ἡμεραν ἐκείνην...στρατιωτιχον αϋτοϊς

Giaceva ancora dove era caduto il cadavere indegnamente insanguinato dell'uomo che ad occidente sì era spinto fino alla Britannia e all'Oceano e ad oriente aveva progettato di spingersi fino ai regni dei Parti e degli Indi per riunire, una volta assoggettati anche quelli, tutta la terra e il mare sotto un'unica autorità. Ora invece giaceva a terra perché nessuno osava fermarsi e prenderlo su. Degli amici chi era stato con lui nella Curia si era dato alla fuga; chi era rimasto fuori, era nascosto nelle case; altri, travestiti, erano andati in campagna e nelle località vicine. Né quando fu ucciso né dopo, nessuno degli amici, e ne aveva molti, gli fu vicino, tranne Sabino Calvisio e Censorino. Questi durante l'assalto del gruppo di Bruto e Cassio opposero una breve resistenza, poi dato il numero preponderante fuggirono; altri pensavano solo alla propria salvezza; altri ancora erano addirittura contenti di quant'era accaduto. Si dice che uno di questi si rivolgesse al morto dicendo; «Basta con l'obbedienza al tiranno!». Tre servi, che si trovavano vicino, caricarono poco dopo il cadavere sulla lettiga e lo riportarono a casa passando per il Foro. Poiché le cortine erano sollevate da entrambe le parti, si potevano vedere le mani ciondoloni e il volto ferito. Allora non c'era chi non piangesse alla vista di quell'uomo da tempo onorato come un dio. A sinistra e a destra lo accompagnavano grandi lamenti di chi piangeva dai tetti presso cui passava, nelle strade e nei vestiboli. Quando fu vicino a casa, il pianto si fece più forte: la moglie si precipitò fuori con molte donne e servi, invocando il marito e compiangendo se stessa perché invano gli aveva detto di non uscire quel giorno; ma ormai un destino molto più potente, al di là di quanto lei si aspettasse, era piombato su di lui.