Επει δε ποτε και Θηβων ο Διονυσος επεβαινε, παντες μεν συν ηδονη τον θεον εδεχοντο· μονος δε Πενθευς, ασεβης και αντιθεος ανθρωπος ... Ταυτι μεν ουν περι Πενθεως αληθη διηγηματα

Poiché una volta Dioniso entrava a Tebe, tutti laccoglievano con gioia il dio; solo Penteo, uomo empio e pari a un dio, tentava di legare il dio con catene, ed egli (lo) minacciava di sgozzare con le sue mani. Non veniva piegato dalle suppliche di Agave, ma incoraggiava quelli attorno a lui a travolgere a terra Dioniso. Quindi le guardie di Penteo tentavano di legarlo; egli restava imprendibile ed incontenibile dalle catene; lamentandosi le baccanti di Bacco gridano con grande eccitazione per la temerarietà di Penteo; “Pimpra, abbassati a terra, o Dioniso, fa perire malamente il cattivo tiranno, dilania il blasfemo, cambia in toro il disumano, cambia noi in animali e leopardi, affinché con bocche e artigli dividiamo il maledetto. ” Dioniso dà retta agli accompagnatori, si muove a compassione ai loro pianti e lacrime; rende toro Penteo, (gli) fa crescere corna sulla fronte; le donne rivestono forma e pelle di leopardi e fanno a pezzi come toro lo sventurato. Così quindi un vero racconto riguardo Penteo.