Serse piange alla vista del suo esercito schierato
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro n. p

TRADUZIONE

Dopo che furono ad Abido, Serse desiderò vedere tutto l'esercito. E, poiché avevano allestito su un colle un trono di marmo bianco per questo scopo ( che gli Abideni avevano fatto avendo il re comandato ciò prima), quando lì si sedette, guardando dall'alto osservò sulla riva (del mare) sia l'esercito di terra sia le navi. Vedendo ciò (gli venne) il desiderio di vedere che accadesse una gara di navi. Poichè questa ci fu e tra i singoli vinsero i Fenici di Sidone, si compiacque per la gara e per la sua flotta. Quando vide tutto l'Ellesponto oscurato a causa delle navi e tutte le coste e le distese di grano di Abido piene di uomini, lì Serse fu felice di se stesso, e pianse per ciò. Avendo appreso Artabano stesso, lo zio paterno, che prima aveva ammesso il suo pensiero consigliando francamente a Serse di non condurre una campagna di guerra contro la Grecia, lo stesso uomo visto Serse che piangeva dissec ciò : 'o re, poiché sia le une sia le altre cose che hai fatto ora sono molto diverse e poco prima : infatti dopo esserti ritenuto felice ora piangi'. e quello rispose : ' quando infatti ci penso mi viene da piangere, quanto sia breve tutta la vita di un uomo, se nessuno di costoro che sono così tanto (numerosi), fra cento anni sopravvivrà. Quello replicò : 'altri mali più tristi di questo abbiamo patito(patiamo) nella vita. In questa vita così breve non è nato nessun uomo ne fra costoro ne fra gli altri, che sia così felice nel non anteporre il voler morire piuttosto che il vivere, molte volte e non solo una volta. Le sventure, infatti, che piombano e le malattie che mettono in agitazione fanno pensare che la vita sia lunga, anche se è breve. Così la morte, essendo la vita sventurata per l'uomo, è il rifugio di gran lunga preferibile, e il dio avendogli fatto provare la dolcezza della vita si scopre invidioso verso di lui. '