STRAVAGANZE DI UN IMPERATORE PAZZOIDE
versione greco TRADUZIONE libro Liber B pag. 281 n. 57
L’imperatore Eliogabalo radunò in un edificio pubblico tutte le prostitute del circo, del teatro, dello stadio, di tutti i luoghi e dei bagni pubblici e vicino a quelle, ornato il capo da un tentacolo d’oro, tenne un discorso quasi militare, chiamandole compagne d’armi e disputando con quelle sui generi dei vestiti e delle gioie. Dopo il discorso ordinò che fossero donate, come se fossero soldati, tre monete d’oro ciascuno, come stipendio e gli chiesero di pregare gli dei affinché avessero molti compagni d’armi simili a loro. Si scherzava con i servi e quelle chiedevano, che presentato un guadagno, trasportassero per loro mille volte tanto il peso dei ragni e si dice che unissero dieci mila pesi di ragni, e dicendo che da questo potessero intuire quanto grande fosse Roma. Mandavano con i convitati per salario vasi con rane e scorpioni, con serpenti o con un infinito numero di mosche, chiamando le api “mansuete”. Quando un giorno invitarono grandi uomini al pranzo, imbrattò a quelli i sedili con lo zafferano, dicendo che lui mostrasse interesse proporzionalmente alla loro dignità.