Caesar postquam in Treveros venit, duabus de causis Rhenum transire constituit; quarum una erat quod Germani auxilia contra se Treveris miserant, altera ne Treveri Ambiorigi auxilio essent. His constitutis rebus paulo supra eum locum, quo ante exercitum traduxerat, facere pontem instituit. A militibus pontis aedificationi cavetur et magno studio paucis diebus opus efficitur. Firmo in Treveris ad pontem praesidio relicto, reliquas copias equitatumque traducit. Ubii, qui ante obsides dederant atque in deditionem venerant, sui purgandi causa ad eum legatos mittunt, qui doceant neque ex sua civitate auxilia in Treveros missa neque ab se fidem laesam esse; petunt atque orant utsibi parcat, ffficommuni odio Germanorum innocentes pro nocentibus poenas pendant. Caesar cognita causa reperii ab Suebis auxilia missa esse, Ubiorum satisfactionem accipit, aditus viasque in Suebos perquirit. Interim paucis post diebus fit ab Ubiis certior Suebos omnes in unum locum copias cogere atque iis nationibus, quae sub eorum sint imperio, denuntiare ut auxilia peditatus equitatusque mittant.
Cesare, dopo che giunse presso i Treviri (prop Temporale), decise di attraversare il Reno per due motivi; uno dei quali era perché i Germani avevano inviato ai Treviri aiuti contro di lui, (prop causale), l'altra, affinché i Treviri non fossero di aiuto ad Ambiorige (costruzione del doppio dativo e prop finale). Stabilite tali cose (ablativo assoluto) decise di costruire un ponte sopra al luogo su cui poco prima aveva fatto passare l'esercito. Fu provveduta dai soldati la costruzione del ponte e l'opera fu effettuata con grande zelo in pochi giorni. Lasciato un sicuro presidio (abl assoluto) nei Treviri presso il ponte, trasportò le rimanenti milizie e la cavalleria. Gli Ubii, che prima avevano consegnato gli ostaggi e erano giunti in resa, per discolparsi (finale con causa e il gen del gerundivo) inviarono i legati presso di lui, ad informare (finale con relativa impropria) che dalla loro città non erano stati inviati aiuti ai treviri (prop ogg) e che da loro non era stata lesa la fiducia (coordinata alla prop ogg precedente); chiesero e pregarono che li risparmiasse (prop completiva), che degli innocenti non pagassero al posto dei colpevoli le pene per il comune odio dei germani (coordinata alla completiva precedente). Cesare conosciuta la causa (ablativo assoluto) venne a sapere che dai Suebi erano stati inviati aiuti (prop oggettiva), accolse il perdono degli Ubii, ricercò gli accessi e le vie in direzione dei Suebi. Frattanto dopo pochi giorni avvenne che fu informato dagli Ubii che tutti i Suebi avevano riunito le milizie in un sol luogo e che avevano notificato a quelle nazioni, che erano sotto il loro potere, d'inviare truppe ausiliarie di fanteria e cavalleria (prop completiva).
(By Maria D. )
Qui la regola dell'ablativo assoluto - spiegazione video
Qui la regola del cum narrativo - spiegazione video
Qui la preposizione finale e gli usi del congiuntivo - spiegazione video
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
Cesare, appena giunge nei Treviri, decise di varcare il Reno per due motivi: uno dei quali era che i Germani avevano mandato aiuti ai Treviri contro di lui; l'altro perché i Treviri non avessero l'aiuto di Ambiorige. Decise queste cose, comincia a costruire un ponte poco sopra quel luogo in cui, prima, aveva condotto al di là l'esercito. Da parte dei soldati si stava attenti alla costruzione del ponte e l'opera viene realizzata in pochi giorni grazie ad un grande impegno. Lasciato nei Treviri un saldo presidio presso il ponte conduce il resto delle truppe e la cavalleria. Gli Ubi, che in precedenza avevano consegnato ostaggi e si erano sottomessi, inviano a lui legati per discolparsi, perché essi informino che dalla loro città né siano stati inviati aiuti ai Treviri né sia stata da loro violata la fedeltà. Chiedono, pregano di risparmiarli che nel suo odio comune dei Germani non debbano scontare la pena gli innocenti per i colpevoli. Cesare, fatta un'inchiesta, venne a sapere che gli aiuti erano stati mandati dai Suebi, accetta la giustificazione degli Ubi, si informa con cura dei sentieri e delle strade che portano ai Suebi. Frattanto pochi giorni dopo viene reso certo dagli Ubii che tutti i Suebi radunavano le truppe in un luogo e da quelle popolazioni che erano sotto il loro dominio, ordinavano di mandare in aiuto la fanteria e la cavalleria.
(by Stuurm)