Domuisti gentes immanitate barbaras, multitudine innumerabiles, omni copiarum genere abundantes, sed ea vicisti, quae et naturam et condiciones, ut vincerentur, habebant. Nulla est tanta vis, quae non ferro et viribus debilitetur frangaturque. Animum vincere, iracundiam cohibere, victoriae temperare, adversarium nobilitate, ingenio, virtute praestantem, non modo extollẽre iacentem, sed amplificare eius pristinam dignitatem, haec qui faciat, non ego eum cum summis viris compăro, sed simillimum deo iudico. Itaque, C. Caesar, bellicae tuae laudes celebrantur non solum nostris, sed omnium gentium litteris atque linguis, nec ulla unquam aetas de tuis laudibus conticescet.

Hai sottomesso i popoli barbari per malvagità, innumerabili per moltitudine, ogni genere di truppe ma le hai vinte quelle che avevano natura e condizione, tali da poter essere vinte. Non c'è nessuna forza tanto potente, che non possa essere indebolita e sbaragliata con con spada [ferro] e forze. Vincere l'animo, mitigare l'ira moderare la vittoria non solo innalzare l'avversario nel caso in cui giaccia eccellente per nobiltà, ingegno e valore, ma anche amplificare la sua originaria condizione, cose fatte da colui, che io non giudico con somma virilità, ma molto simile a un dio. Pertanto, C. Cesare, i tuoi elogi militari saranno sì celebrati non solo da noi, ma praticamente dalle lettere e dalle lingue di tutti i popoli, e nessuna era potrà mai pensare di tacere le tue glorie.
(By Vogue)

Ulteriore proposta di traduzione

Hai domato le popolazioni barbariche per ferocia, innumerevoli per grandezza, abbondanti in ogni genere di risorsa, ma hai superato quelle cose, che avevano la natura e le condizioni, per essere vinte. Non c'è nessuna forza tale, da non essere debilitata e spezzata con il ferro e le forze. Io non paragono con i sommi uomini quelle cose che fece, cioè che lui vinse il coraggio, contenne l'iracondia, che si astenne dalla vittoria, che non solo sollevò l'avversario che giaceva a terra prestante per nobiltà, ingegno valore, ma amplificò l'antica dignità di costui, ma lo reputo molto simile ad un dio. Pertanto, C. Cesare, le tue lodi belliche sono celebrate non solo dai nostri, ma anche nella letteratura e nelle lingue di tutte le genti, nessuna età tacerà alcuna volta in merito alle tue lodi.
(By Maria D. )

Versione tratta da Cicerone