Non ci si deve approfittare della troppa bontà dei governi democratici! versione greco Lisia
libro Sapheneia numero 270

οὗτοι μέν, ὅτε ἡ πόλις ὑπὸ τῶν Λακεδαιμονίων ἤρχετο, οὐδὲ τῆς αὐτῆς δουλείας ὑμῖν μεταδοῦναι ἠξίωσαν, ἀλλὰ καὶ τῆς πόλεως ἐξήλασαν: ὑμεῖς δ᾽ ἐλευθέραν αὐτὴν ποιήσαντες οὐ μόνον τῆς ἐλευθερίας αὐτοῖς ἀλλὰ καὶ τοῦ δικάζειν καὶ τοῦ ἐκκλησιάζειν περὶ τῶν κοινῶν μετέδοτε, ὥστε εἰκότως ὑμῶν ταύτην τὴν εὐήθειαν καταγιγνώσκουσιν. ὧν εἷς οὗτος ὢν οὐκ ἀγαπᾷ εἴ τις αὐτὸν ἐᾷ τούτων μετέχειν, ἀλλὰ καὶ πρὶν ἐκείνων δοῦναι δίκην πάλιν ἄρχειν ἀξιοῖ. καὶ νυνὶ αὐτὸν ἀκούω ὑπὲρ μὲντῶν αὐτοῦ κατηγορουμένων διὰ βραχέων ἀπολογήσεσθαι, ἐπισύροντα τὰ πράγματα καὶ διακλέπτοντα τῇ ἀπολογίᾳ τὴν κατηγορίαν, λέξειν δὲ ὡς πολλὰ εἰς τὴν πόλιν ἀνηλώκασι καὶ φιλοτίμως λελῃτουργήκασι καὶ νίκας πολλὰς καὶ καλὰς ἐν δημοκρατίᾳ νενικήκασι, καὶ ὅτι αὐτὸς κόσμιός ἐστι καὶ οὐχ ὁρᾶται ποιῶν ἃ ἕτεροι ἐνταῦθα τολμῶσιν, ἀλλὰ τὰ ἑαυτοῦ πράττειν ἀξιοῖ. ἐγὼ δὲ πρὸς τούτους τοὺς λόγους οὐ χαλεπὸν οἶμαι ἀντειπεῖν: πρὸς μὲν τὰς λῃτουργίας, ὅτι κρείττων ἦν ὁ πατὴρ αὐτοῦ μὴ λῃτουργήσας ἢ τοσαῦτα τῶν ἑαυτοῦ ἀναλώσας: διὰ γὰρ ταῦτα πιστευθεὶς ὑπὸ τοῦ δήμου κατέλυσε τὴν δημοκρατίαν, ὥστ᾽ εἶναι ταῦτα τὰ ἔργα ἀειμνηστότερα ἢ τὰ ἐκ τῶν λῃτουργιῶν αὐτῷ ἀναθήματα: πρὸς δὲ τὴν ἡσυχιότητα τὴν τούτου, ὅτι οὐ νῦν δεῖ αὐτὸν ἐξετάζειν εἰ σώφρων ἐστίν, ὅτ᾽ αὐτὸν οὐκ ἔξεστιν ἀσελγαίνειν, ἀλλ᾽ ἐκεῖνον τὸν χρόνον σκοπεῖν, ἐν ᾧ ἐξὸν ὁποτέρως ἐβούλετο ζῆν εἵλετο παρανόμως πολιτευθῆναι. τοῦ μὲν γὰρ νῦν μηδὲν ἐξαμαρτάνειν οἱ κωλύσαντες αἴτιοι, τῶν δὲ τότε γενομένων ὁ τούτου τρόπος καὶ οἱ τούτῳ ἐπιτρέπειν ἀξιοῦντες.

Questi (uomini) quando la città era sotto il dominio degli spartani non hanno voluto neppure farvi partecipi della loro stessa condizione di servitù ma vi hanno anche cacciato dalla città, voi invece dopo averla liberata non solo li avete resi partecipi della libertà ma avete anche loro restituito il diritto di giudicare in tribunale e di partecipare all'assemblea per decidere sugli affari pubblici. Perciò è ovvio che vi ritengano degli ingenui. Evandro che è uno di loro non si accontenta che gli si concedano tutti questi diritti ma pretende addirittura di tornare a ricoprire cariche pubbliche prima ancora di aver espiato le colpe di allora! E adesso vengo a spare che si difenderà in modo molto sintetico riguardo alle accuse che gli vengono rivolte, cercando di sorvolare sui fatti e di imbrogliare con la sua difesa, le carte dell'accusa, dirà che la sua famiglia ha speso un patrimonio per la città che ha sempre sostenuto le liturgie dimostrando una generosa ambizione e che ha riportato molte belle vittorie sotto il regime democratico che lui personalmente poi è un cittadino disciplinato e non lo si vede certo fare ciò che gli altri si permettono di fare in questa città ma bada invece soltanto ai fatti suoi. Non mi pare proprio difficile però ribattere a queste argomentazioni, quanto alle liturgie gli rispondo che suo padre avrebbe fatto meglio a non sostenerle che a sperperare tanta parte dei suoi beni grazie a quelle spese infatti si acquistò molto credito presso il popolo e contribuì a sovvertire la democrazia: tanto che resterà sempre più vivo il ricordo di queste sue azioni che quello delle sue offerte in occasione delle liturgie Quanto alla sua bona condotta potrei ribattergli che non si deve accettare se si comporta bene adesso che non ha la possibilità di comportarsi da mascalzone, ma bisogna invece esaminare il periodo in cui, avendo la possibilità di vivere nel modo che preferiva ha scelto nel suo comportamento di cittadino l'illegalità! Già perché del fatto che ora non commette nessun reato il merito è di chi glielo ha impedito mentre dei fatti di allora la responsabilità è della sua indole e di colore che ritennero di lasciargli mano libera.