UN INVALIDO SI DIFENDE DALL'ACCUSA DI ANDARE A CAVALLO
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Taxis
TRADUZIONE

Riguardo il mio andare a cavallo, di cui costui osò ricordare a voi senza avere timore del destino e senza provare vergogna davanti a voi, il discorso non è lungo. È infatti naturale, o Consiglio, che che tutti coloro che hanno qualche disgrazia, cerchino questo ed a questo rivolgano i loro pensieri, e cioè come possano affrontare nel modo meno doloroso possibile la disgrazia capitata. Io uno di questi, e poiché mi sono imbattuto in questA circostanza mi sono ritrovato questa facilitazione per le strade più lunghe fra quelle necessarie. E questa appunto è la più grande prova, o Consiglio, che io salgo sui cavalli a causa della disgrazia, e non per strafottenza, come dice costui. Se infatti io possedessi un patrimonio, andrei su una sella comoda e non su cavalli appartenenti ad altri; poiché però io non ho la possibilità di acquistarmi un siffatto mezzo (lett. una cosa siffatta) sono costretto a servirmi spesso di cavalli altrui.