Δενοι κατα κοιλιαν εισιν οι πολυποδες, και παν οτι ουν φαγειν αμαχοι... εξ αυτων αρκυσι ταις πλεκταναις.
I polipi sono straordinari riguardo al ventre ed insuperabili nel divorare realmente qualsiasi cosa. Spesso per esempio [letteralmente: non si tengono lontani a vicenda] non si mangiano a vicenda, ma il più piccolo preso dal più grande (ἐμπίτνω partic. aor. ) cadendo nelle assai solide reti chiamate trecce di [questo] pesce, diventa poi il suo pasto. I polipi (ἐλλοχάω) aspettano i pesci in questo modo. Stanno fermi sotto/dietro le pietre (κάθημαι) e mutano il [loro] colore [in modo] comforme a quelle e sembrano essere proprio come per natura sono le pietre. Quindi i pesci come si avvicinano ad una pietra, così si avvicinano ai polipi i quali mentre quelli non stanno in guardia li circondandano con le loro stesse reti e con i piccoli tentacoli.