Dialogoi pagina 234 numero 100

επεμψε μεν αριαιος και Αρταοζος, πιστοι οντες Κυρω και υμιν ενοι, και κελευουσι φυλαττεσθαι μη ημιν επιθωνται της νυκτος οι βαρβαροι· εστι δε στρατευμα ... οντων περαν ουδεις αυτοις δυνησεται λελιμενης της γεφυρας.

Traduzione libera

"Mi hanno mandato Arieo e Artaozo, gente fedele a Ciro e che sta dalla vostra parte, vi invitano a guardarvi da un attacco notturno dei barbari: un grande esercito è appostato nel parco vicino. Vi esortano anche a mandare un corpo di guardia al ponte del Tigri, perché Tissaferne ha in mente di distruggerlo durante la notte, se gli riesce; così non potrete passare sull'altra sponda, ma rimarrete in trappola, tra fiume e canale". Appena udite le sue parole, lo portano da Clearco e gli illustrano ciò che dice. Clearco, appena sente la notizia, rimane sconvolto e impaurito. Ma un giovane, uno dei presenti, dopo aver riflettuto, disse che le idee di un attacco e di una distruzione del ponte erano incongruenti. "Un attacco ovviamente", diceva, "deve portare a una vittoria o a una sconfitta. Perciò, se vincono, che bisogno hanno di distruggere il ponte? Neppure se avessimo a disposizione migliaia di ponti, potremmo trovare salvezza nella fuga. 20 Se invece vinciamo noi, saranno loro a non avere una via di scampo, una volta tagliato il ponte. E per quanti rinforzi dovessero avere al di là del fiume, nessuno potrà accorrere, una volta abbattuto il ponte".