Ἡσίοδος δὲ τὸν Ἄδωνιν Φοίνικος καὶ Ἀλφεσιβοίας λέγει, Πανύασσις δέ φησι Θείαντος βασιλέως Ἀσσυρίων, ὃς ἔσχε θυγατέρα Σμύρναν. Αὕτη κατὰ μῆνιν Ἀφροδίτης (οὐ γὰρ αὐτὴν ἐτίμα) ἴσχει τοῦ πατρὸς ἔρωτα, καὶ συνεργὸν λαβοῦσα τὴν τροφὴν ... (Apollodoro)
Esiodo dice che Adone era figlio di Fenice e Alfesibea, mentre Paniassi afferma che era figlio di Teante, re degli Assiri, il quale ebbe una figlia di nome Smirne. Questa, a causa dell'ira di Afrodite (infatti non la venerava [ἐτί̱μᾱ, imperfetto di τιμάω]), aveva (lett è presente "ha") desiderio del padre e avendo preso come complice la nutrice, giacque insieme (συνευνάζω) al padre ignaro (ἀγνοοῦντιἀγνοέω, part presente dat sg, che ignorava) per dodici notti. Quando egli se ne accorse (ᾔσθετο. αἰσθάνομαι, aor) avendo sguainato (σπασάμενος, part aor di σπάω) la spada la inseguiva ( διώκω; imperf) ma lei, raggiunta (περίκαταλαμβάνω, part pres mp nom sg), pregò (εὔχομαι, aor) gli dei di diventare invisibile. Gli dei, impietositisi (κατοικτείρω part aor, essensosi impietositi), la trasformarono in un albero, che chiamano smirne. Dopo dieci mesi, (sott: dicono che) rompendosi (ῥήγνυμι, part aor) quest'albero (gen ass) nacque (γεννάω inf aor pass) quello che è chiamato (λέγω, part pres mp) Adone.
(By Vogue)