Δει δε τον παρα των φιλων και των βοηθουντων λογων παρηγοριαν ειναι μη συνηγοριαν του λυπουντος· ου γαρ συνδακρυοντων και συνεπιθρηνουντων ωςπερ χορων τραγικων εν τοις αβουλητοις χρειαν εχομεν ... (Plutarco)

Bisogna che il conforto (sott: proveniente) dagli amici e dalle parole di coloro che ci soccorrono non sia una difesa di ciò che procura dolore; infatti non abbiamo bisogno di coloro che piangono e di quelli che si lamentano come cori tragici nelle cose spiacevoli, ma di coloro che parlano con franchezza e di coloro che insegnano che il lamentarsi e l'umiliarsi è del tutto inutile e che sono fra le cose che nascono invano e scioccamente dal momento che le stesse cose, esaminate e scoperte dalla ragione, permettono di dire a se stessi: "Non hai subito nulla di grave, a meno che tu non lo finga", è del tutto ridicolo non domandarsi cosa abbia sofferto il corpo e se l'anima sia diventata peggiore a causa di questo evento.
(By Vogue)