Διὰ τῆς θαλάττης εἰς τὴν Σικελίαν ἔρχεσθαι βούλονται οἱ νεανίαι· κυβερνήτην ἔχουσιν τὸν οἰκιστὴν Ἀρχίαν. Μελαγχολίᾳ βαρύνονται αἱ καρδίαι τῶν νεανιῶν·

I giovani vogliono recarsi in Sicilia attraverso il mare: hanno come timoniere l'ecista Archia. I cuori dei giovani sono appesantiti da tristezza; infatti è necessario lasciare le case e le compagne. Non hanno solo tristezza nel cuore ma anche ardore. Infatti ricordano la profezia della Pizia: "Inseguite l'occidente; in Sicilia c'è una terra – viene chiamata Siracusa – ricca di sorgenti." Lì l'ecista Archia vuole fondare una colonia; i giovani incalzano là i remi. Infatti non sono più cittadini di Corinto. Ora diventano cittadini di Siracusa con aiuto della buona sorte e degli dei. Improvvisamente si sente una voce: "Suvvia (εἶα ) non vedete l'Etna?". Infatti i fiumi dell'Etna/corsi di acqua diventano rossi di lavane nella tranquillità del tramonto. L'Eta è vicino a Siracusa. Anche i marinai quindi si avvicinano a Siracusa.