Επαμεινωνδας Θηβαιους εξακισχιλιους ηγεν επι τετρακισμυριους Σπαρτιατων και των συμμαχων. Των δε πολιτων, οιον εικος, δεδιοτων το πληθος των πολεμιων, την δυσθυμιαν αυτων ιασασθαι εγνω...
Epaminonda conduceva seimila Tebani contro quarantamila degli Spartiati e degli alleati; poiché i suoi concittadini temevano, com'è naturale, il gran numero di nemici, decise (ἔγνω aor γιγνώσκω) di porre rimedio ( ἰά̱σασθαι inf aor ἰάομαι) al loro scoraggiamento. A Tebe c'era una statua di legno di Atena che teneva (lett διειληφὸς è participio perfetto di διαλαμβάνω) la lancia nella mano destra e aveva lo scudo appoggiato davanti alle ginocchia. Egli di notte avendo portato uno scultore fece trasformare la statua e creò la divinità che teneva lo scudo per l'impugnatura. Quando era il momento della partenza aprì (ἀνοίγνυμι) tutti i templi per offrire sacrifici per la spedizione militare. I soldati vedendo l'aspetto della dea cambiato, furono esterrefatti come se la stessa Atena ponesse lo scudo su quelli mentre si facevano avanti fra i nemici. Così i Tebani ripresero coraggio e, quando si scontrarono, combatterono vigorosamente e vinsero i nemici, che erano molto più numerosi.