LA TIRANNIDE DEI TRENTA
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Euloghia - pag. 422 n. 231
TRADUZIONE

Dopo che abbiamo preso le navi presso l'Ellesponto e la città è piombata in quelle disgrazie, chi non sa che tra i più anziani quelli chiamati democratici erano pronti a sopportare qualunque cosa per non compiere l'ordine e consideravano terribile se qualcuno avesse visto la città che era stata a capo dei Greci sottomessa agli altri, coloro che invece aspiravano prontamente all'oligarchia abbattevano le mura e sostenevano la schiavitù? E allora dunque quando la moltitudine era padrona delle azioni noi che custodivamo le fortezze degli altri, dopo che i trenta assunsero il governo avevamo i nemici nella nostra? E in verità anche tra i nostri coetanei vi era chi non ricordava queste cose che la democrazia adornò così la città sia con cose sacre che con cose profane cosicché anche ora coloro che arrivano credano che quella sia degna di comandare non solo i Greci ma anche tutti gli altri e che i Trenta trascuravano alcuni e saccheggiavano altri che vendettero per tre talenti i cantieri navali per la distruzione, per i quali la città aveva speso non meno di mille talenti.