Κατὰ τοῦτο τὸ στόμα νῆσος πρόκειται, ἣν οἱ μὲν Ἀχιλλέως νῆσον, οἱ δὲ Λευκὴν ἐπὶ τῆς χροιᾶς ὀνομάζουσιν. Ταύτην λέγεται οἰκεῖν τὸν Ἀχιλλέα. Καὶ νεώς ἐστιν ἐν αὐτῇ τοῦ Ἀχιλλέως, καὶ ξόανον τῆς παλαιᾶς ἐργασίας. Ἡ δὲ νῆσος ἀνθρώπων μὲν ἐρήμη ἐστίν, ...
Di fronte a questo stretto è presente (πρόκειμαι) un'isola, che alcuni chiamano isola di Achille, altri Leuca (Bianca) per il colore. Si dice che l'abiti (abiti questa) Achille. E c'è in essa un tempio di Achille, e una statua di antica lavorazione. L'isola è priva di uomini, ma ci pascolano poche (lett: non molte) capre. E queste si dice che siano offerte (ἀνατίθημι, inf pres) sempre ad Achille da coloro che vi approdano (προσίσχω, part pres). E infatti anche molte altre offerte votive si dedicano (ἀνάκειμαι) nel tempio, come sacrificio di ringraziamento ad Achille. E si dedicano anche iscrizioni, elogi di Achille. Vivono molti uccelli nell'isola, gabbiani, folaghe e corvi marini, in numero incalcolabile (non calcolabile). Questi stessi uccelli rispettano il tempio di Achille. Al primo albeggiare ogni giorno volano giù (καταπέτομαι) nel mare; poi, dal mare, dopo aver bagnato (bagnati) le ali, volano di nuovo (εἰσπέτομαι) di nuovo in fretta sul tempio, e spruzzano (ῥαίνω) il tempio. E qualora sia bene (favorevole), questi puliscono (ἐκκαλλύνω) inoltre il pavimento con le ali.
(By Vogue)