Ηνικα δ' ην εξω μεσου ημερας προσηλαυνον μεν οι Μηδοι ιππεις και Υρκανιοι, ιππους τε αγοντες αιχμαλωτους και ανδρας· ... και οποσην οδον διηλασαν και ει οικοιτο η χωρα. (da Senofonte)

Un poco dopo mezzogiorno arrivarono i cavalieri medi e ircani con i cavalli e gli uomini fatti prigionieri: non avevano ucciso nessuno fra quanti avessero consegnato le armi. Ciro, quando gli furono innanzi, domandò in primo luogo se fossero tutti sani e salvi, poi, ricevuta risposta affermativa, chiese della loro azione, ed essi gli raccontarono i fatti per filo e per segno magnificando ogni singola prodezza. Egli ascoltò con piacere tutto ciò che vollero dirgli, quindi li lodò con queste parole: "È evidente che vi siete comportati da valorosi: non a caso apparite più grandi, più belli, più fieri di prima". Poi volle sapere che distanza avevano percorso e se la contrada era abitata.