Tirteo
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Abbiamo 2 versioni dal gymnasion la prima è del volume n. 1 la seconda è del volume n. 2
TRADUZIONE dal volume 1
Nella guerra contro i Messeni l'oracolo ordina che gli Spartani catturino con comandante da parte degli Ateniesi; gli Ateniesi mandano agli Spartani per dileggio Tirteno come stratega uomo deforme e zoppo. Nella prima battaglia dunque gli Spartani furono sconfitti gravemente dai Messeni; poi i canti del poeta condussero i soldati alla vittoria. Tirteo non combatte, ma esorta i soldati al coraggio con canti di marcia e esortazioni. " orsù oh valorosi figli di sparta", canta il poeta" assalite i nemici con virtù, e non siate comandati dalla disonorevole fuga, ma resistete alla battaglia senza risparmiare la vita. Infatti è giusto che moriate combattendo valorosamente per la patria e per le mogli e per i cari figli; è disonorevole al contrario che vediate i parenti prigionieri vivere la vita in schiavitù".
Altro tentativo di traduzione per la stessa versione
L' oracolo, durante la guerra contro i Messeni, esorta gli Spartani a prendere un generale dagli Ateniesi. Ma gli Ateniesi, per dileggio, mandarono come stratega Tirteo, uomo deforme e zoppo. Nella prima battaglia dunque gli Spartiati sono vinti dai Messeni gravemente; invece poi il canto del poeta conduce l' esercito alla vittoria. Tirteo non combatte, ma incita l' esercito al valore attraverso vanti di marcia ed esortazioni: " Orsù, o virtuosi figli degli Spartiati>> cantava il poeta << Assalite i nemici con coraggio e non siate comandati dalla disonorevole fuga, ma resistete alla battaglia senza risparmiare la vita. Infatti è giusto che muoriamo coraggiosamente combattendo per la patria e per la patria e per le mogli e per i figli: al contrario è disonorevole vedere i parenti prigionieri e trascorrere una vita in schiavitù. "
TRADUZIONE dal volume 2
Allora coloro che vivevano ad Atene di comune accordo e a proprie spese erano uomini così diligenti, che il dio comandò ai più valorosi dei Lacedemoni, i quali combattevano contro i Messeni, di prendere presso di loro un comandante e di vincere (sconfiggere) i nemici. Chi dei Greci infatti non seppe che accolsero Tirteo come comandante nella città (ad Atene), e non molto dopo prevalsero sui nemici e disposero la cura riguardo i nuovi (reclutati), non solo per il pericolo imminente (presente), ma per tutte le volte decidendo in modo splendido? Infatti Tirteo lasciava (lanciava) a quelli distici elegiaci, coloro che ascoltavano questi si educavano al coraggio (valore); e non avendo (ascoltando) nessuna parola dagli altri poeti, si erano interessati a questo così grandemente, che istituirono una norma (predisposizione), qualora i veterani (militari) fossero nelle armi, (di) chiamare nell'accampamento del re tutti coloro che ascoltavano i poemi di Tirteo, ritenendo che così li avrebbero potuti uccidere soprattutto lontano (fuori) dalla loro patria.