Eroismo di una donna argiva - Versione greco da Pausania

Ήν δέ ή Τελέσιλλα και άλλως έν ταϊς γυναιξίν ευδόκιμος και μάλλον έτιμάτο ετι επί τί\ ποιήσει. Συμβάντος δέ Άργείοι; άτυχήσαι προς Κλεομένην τον Άναξανδρίδου και Λακεδαι-μονίους, οΰτω τους Λακεδαιμονίους Κλεομένης ήγεν έπί τό "Αργός έρημον ανδρών. Τελέσιλλα δέ οικέτας μέν και δσοι δια νεότητα ή γήρας δπλα αδύνατοι φέρειν ήσαν, τούτους μέν πάν-τας άνεβίβασεν έπί τό τείχος, αυτή δέ όπόσα έν ταΐς οίκίαι; ύπελείπετο και τά έκ των ιερών δπλα άθροίσασα τά: ακμάζουσας ηλικία τών γυναικών ώπλιζεν. Ώς δέ έγγύ; έγίνοντο οί Λακεδαιμόνιοι και αί γυναίκες ούτε τω αλαλαγμέ κατεπλάγησαν δεξάμεναί τε έμάχοντο έρρωμένως, ενταύθα οί Λακεδαιμόνιοι, φρονήσαντες ώς και διαφΰείρασί σφισι τα: γυναίκας έπιφθόνως τό κατόρθωμα έξει1 και σφαλεϊσι μετα ονειδών γενήσοιτο2 ή συμφορά, ύπείκουσι ταϊς γυναιξί.

TRADUZIONE

Per il resto, Telesilla godeva tra le donne di buona fama, ed era ancora più stimata per la sua arte poetica. Dopochè ai cittadini di Argo era giunta la notizia che vi era stata una sconfitta terribile contro Cleomene, figlio di Anassanandride, e, caduti taluni, da un lato, in questa battaglia, mentre dall'altro, giacchè furono annientati quanti altri fuggirono nel boschetto di Argo, Cleomene condusse gli Spartani (direttamente) contro la città, sprovvista di uomini. Telesilla, dunque, fece salire sulle mura della città (stessa) da una parte i servi, dall'altra tutti coloro che, a causa d'un'età eccessivamente giovane o avanzata, erano incapaci di imbracciare le armi, ed ella medesima, raccolte che ebbe le armi che erano rimaste nei templi e nelle abitazioni, armò le donne nel fiore dell'età, ed, armatasi a propria volta, le schierò là dove sapeva stavano giungendo i nemici. Non appena gli Spartani furono sul posto, esse non mostrarono timore di fronte al grido di guerra di costoro, rimanendo, al contrario, ben salde, combatterono con grande valore, e, di qui i Lacedemoni, ritenendo che anche se avessero riportato la vittoria sulle donne il successo non sarebbe stato per loro degno di onori, e che la sconfitta sarebbe stata altresì disonorevole, non le affrontarono.